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Servi: «Per noi era fondamentale avere una vera sede»

Servi: «Per noi era fondamentale avere una vera sede»

Il presidente della fondazione Geiger all’inaugurazione «Dal prossimo autunno riprogrammeremo le attività»

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CECINA. La fondazione Geiger ha una propria sede e un nuovo spazio espositivo. Si tratta dei 200 metri quadrati circa che stanno tra il piano terra e il primo piano del palazzo in piazza Guerrazzi 32, che comprende anche uffici tecnici, amministrativi e un appartamento ad uso privato. L'edificio ottocentesco restaurato secondo ricerche storiche e fotografiche è un acquisto permanente dell'istituzione culturale. Qui saranno progettati gli allestimenti e le nuove mostre come quella che apre i battenti sabato 14 luglio, con una serie di fotografie storiche di National Geographic. Per il momento dodici pannelli e video ricordano le mostre realizzate finora nel grande spazio di Corso Matteotti ex sede Bmw, da "Children of Cambogia" a "Bizzarrini e Lampredi. Due storie dell'auto italiana" curate da Vittorio Riguzzi, l'esposizione sul presepe napoletano curata da Valeria Valerio e quelle realizzate da Alessando Schiavetti, dalla rassegna sull'unità d'Italia alla mostra sulle macchine di Leonardo. All'inaugurazione della sede, oltre numerosi visitatori, hanno partecipato le autorità cittadine - il sindaco Stefano Benedetti, l'assessore alla cultura Antonio Garigali e quello al commercio Enrico Pieraccini, il presidente del consiglio comunale Antonio Costantino - e rappresentanti delle forze dell'ordine, sottolineando l'importanza pubblica della fondazione. Non si tratta solo di centralità della nuova sede ma di presenza dell'istituzione in supporto a servizi fondamentali del Comune - vedi l'ampliamento dell'apertura del teatro De Filippo - e a progetti e iniziative culturali ritenute strategiche, come il festival letterario estivo "Un parco di autori". Con lo spostamento degli uffici di presidenza nell'edificio di piazza Gramsci, la piccola sede di vicolo Bargilli sarà allestita a sala conferenze con circa 80 posti, esclusivamente per iniziative promosse dalla fondazione. Invece il progetto di una sede espositiva distaccata e più grande, che era stata indicata nel locale in Corso Matteotti nei pressi dell'incrocio con via Don Minzoni (di fronte alla filiale Unicredit) sembra tramontato. «É stato fondamentale per noi avere una vera sede - spiega il presidente Gianni Servi - e finora abbiamo profuso tutte le energie per raggiungere questo obiettivo, il progetto di un altro spazio per il momento è sospeso. Dal prossimo autunno riprogrammeremo le attività privilegiando il dialogo con le istituzioni e le amministrazioni del territorio».

Il nome della Fondazione rende omaggio al farmacista e omeopata svizzero Hermann Geiger cui si deve un'importante attività imprenditoriale in campo farmaceutico, estesa nel corso di quasi tutto il '900 ad un ambito di diffusione internazionale. Gli eredi hanno deciso di destinare parte del proprio patrimonio allo sviluppo di progetti coerenti con le attività statutarie, che riflettono gli indirizzi di intervento e i valori etici cui la Fondazione è ispirata come la promozione sociale e culturale, la valorizzazione del territorio, la didattica e la formazione.

Federica Lessi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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