Lutto
Giugno nerissimo per i balneari tra crisi, erosione e terremoto
Pedri: «La stagione peggiore che io ricordi». Ceccanti: «Alloggi troppo cari, la gente sta a casa» Paperini: «Stranieri in calo per mancanza di collegamenti con Pisa e per le notizie dei telegiornali»
CECINA. «Guardi, sono 60 anni che lavoro qui e una stagione peggiore di questa non la ricordo». Vittorio Pedri, titolare dei bagni Armida, storici stabilimenti di Marina di Cecina, di gente sotto gli ombrelloni ne ha vista passare parecchia. E così, per spiegarci come stanno andando gli affari dei balneari in questo avvio d'estate tormentato dal maltempo e fiaccato dalla crisi economica, sfodera la sincerità dei giorni migliori: «Solo nell'ultimo weekend si è mosso qualcosa, prima poco o niente. Su un centinaio di ombrelloni ne avrò aperti sì e no una ventina. Clienti nuovi? Neanche a parlarne. I vecchi più o meno tornano ma è cambiato il loro atteggiamento sotto gli ombrelloni. Prima erano gioiosi, discutevano, giocavano e si divertivano. Ora si piazzano lì con il giornale in mano e l'aria pensierosa, e non muovono un dito».
L'analisi psicologica di Pedri lascia il posto ai numeri snocciolati da Massimo Cascione, titolare dello stabilimento Bisori e responsabile dei balneari aderenti a Confcommercio: «Al momento abbiamo perso il 50% delle presenze rispetto allo scorso anno. E la situazione non si annuncia migliore per i prossimi mesi: eravamo preoccupati per luglio ma in realtà è agosto a farci paura. Case e alberghi sono vuoti, le prenotazioni scarseggiano e gli ombrelloni rischiano di rimanere chiusi anche nel periodo clou. La speranza è che da qui in avanti i fine settimana siano più rosei. Ma non so se basterà».
Mancano i soldi, manca il sole e di conseguenza mancano i bagnanti. In particolare gli stranieri. Ma a peggiorare la situazione ci si mettono anche altri elementi più legati al territorio: «La stagione finora è stata pessima - racconta Giacomo Ceccanti, dei bagni Sirena -Speriamo di recuperare ma dobbiamo fare i conti anche con il problema dell'erosione. Se ci sono ombrelloni liberi nell'ultima parte di spiaggia non li possiamo dare perché c'è sempre il rischio che il mare si mangi le prime file e quindi dobbiamo aver pronta una soluzione di riserva. E poi c'è il problema degli alloggi: il rapporto qualità prezzo in questa zona non è buono e dato che i soldi in questo momento non abbondano, la gente preferisce stare a casa o andare altrove». Anche al ristorante dei bagni Sirena accusano la flessione: «Se la gente non viene in spiaggia anche noi siamo penalizzati - spiega Daniela Torasso, titolare del ristorante insieme al marito - Si nota un calo dei clienti fissi: vengono ancora ma con minor frequenza. Se prima mangiavano tre volte a settimana adesso lo fanno una volta soltanto. Cosa ordinano? C'è sempre stato chi prende un'insalata e chi un primo di pesce».
L'assenza che si fa notare maggiormente è quella dei turisti stranieri: tedeschi e olandesi erano ormai degli habitué del litorale. Ma per ora incontrarne uno è cosa rara. Il perché prova a spiegarlo Stefano Paperini, titolare del bagno Delfino alle Gorette e rappresentante degli stabilimenti che fanno capo a Confesercenti: «La fuga degli stranieri? Il motivo è semplice: se lei dalla Germania fa andata e ritorno in Italia, tra autostrada e carburante spende oltre 1.000 euro. In questo modo molte località raggiungibili con i voli low cost diventano più economiche. Qui vicino abbiamo l'aeroporto di Pisa che potrebbe farci da volano, ma una volta atterrati manca qualunque tipo di collegamento con quest'area. E poi c'è "l'effetto terremoto". Nei telegiornali stranieri il sisma delle scorse settimane ha avuto grande risalto. Loro non fanno grandi distinzione tra l'Emilia e la Toscana: sanno che sta tremando il Centro Italia e tanto basta a tenerli lontani».
La svolta per risollevare una stagione nata male potrebbe arrivare proprio dai turisti di zona: «Anche lo scorso anno l'inizio fu catastrofico - conclude Paperini - poi vennero 45-50 giorni di bel tempo e questo ci permise di recuperare, anche se il trend degli ultimi anni è comunque in calo».
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