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Caos-gettoni, è pronta la rivolta

Caos-gettoni, è pronta la rivolta

Camilli (Udc): «Trattati come evasori, già contattato l’avvocato». E non è l’unico

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ROSIGNANO. Prima Giacomo Luppichini, ora Evaldo Camilli. Sono i primi consiglieri, coinvolti nel pasticcio del Comune sui gettoni di presenza, ad annunciare che si rivolgeranno ad un avvocato prima di ottemperare alla richiesta di restituzione dei soldi. Ma probabilmente se ne aggiungeranno altri. «Io non restituirò un centesimo - sbotta Camilli, presente nella passata legislatura - se non quando il Comune mi farà un analogo conteggio sulle tasse che io ho pagato su questi soldi. Tutto ciò è avvenuto senza nessun avviso ai noi consiglieri e ora ci trattano come evasori. Non ci sto e ho già contattato un avvocato. Venerdì prossimo sarò in consiglio comunale (dove si discuterà la mozione sul caso firmata da Pdl, Idv, Rds e Cambio, ndr) per protestare contro quello che considero un abuso di potere. Inoltre, il Comune avrebbe dovuto informarci della situazione convocando almeno un incontro».

Prima del consiglio comunale del prossimo 29 giugno, ci sarà però un altro passaggio istituzionale per approfondire questa delicata faccenda, di cui i consiglieri comunali sono venuti a conoscenza solo pochi giorni fa: per domani mattina è fissata la conferenza dei capigruppo. «Ci sono troppi elementi di questa vicenda poco chiari - dice Maria Grazia Angeli del Pdl - a partire dal fatto che dal gennaio scorso il Comune ci trattiene i gettoni di presenza. L’avvocato? È una strada, ma quello che sconvolge è che ormai sono i dirigenti e non la politica a comandare il nostro Comune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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