Il Tirreno

Una mensa per i poveri nel centro polivalente

di Rino Bucci
Una mensa per i poveri nel centro polivalente

In consiglio comunale si approva la destinazione d’uso di questo edificio ancora da inaugurare. Burgalassi: «Spazi anche per le associazioni»

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CECINA. Fermo da cinque anni. L'edificio a mattoncini rossi - sulla falsa riga del tribunale - si trova in via Pertini, angolo via Ambrogi. È conosciuto come "il centro polivalente" ma ad oggi rischia di rimanere una cattedrale nel deserto. Ci sono quattro mura, manca tutto il resto.

Nonostante il 2012 sia stato battezzato dall'amministrazione come l'anno per una possibile inaugurazione (il sindaco lo aveva annunciato durante la conferenza stampa di metà mandato) il percorso sembra ancora in salita.

Nel prossimo consiglio comunale passerà il primo documento ufficiale sull'immobile. Si tratta dell'indirizzo per la destinazione d'uso. «Con questo testo - dice l'assessore al sociale Lia Burgalassi - viene sancita la funzione dell'edificio. Verrà utilizzato come centro per le associazioni. Dovrebbe anche ospitare una mensa per i poveri». Sulla gestione del centro polivalente ancora non si sbilancia nessuno. L'impressione è che dopo il passaggio in consiglio comunale, di documenti ne serviranno ancora tanti, prima di vedere un po' di movimento dietro quei finestroni. E ad un lustro si potrebbe aggiungere anche un altro anno.

La gestione è ancora un rebus, si parla di un accordo con la Società della Salute anche perché il Comune non ce la fa con le sue forze a garantire l'apertura costante del centro polivalente. Poi, ci sono le bollette e mancano gli arredi (servono decine di migliaia di euro per attivare la mensa).

L'edificio, su una superficie di 200 metri quadrati, è stato costruito nel 2006 nell'ambito della mega lottizzazione del quartiere Cecina nuova. Fino a due anni fa non era ancora nelle mani dell'amministrazione, ma apparteneva alla ditta appaltatrice che lo aveva realizzato. Tutta colpa di una controversia sull'esecuzione di alcuni lavori ad un bagno. Secondo i funzionari di Palazzo civico la convenzione urbanistica non era stata rispettata. Quindi, disfare tutto, progetto da riprendere in mano e lavori da rimettere in moto. Tre anni e mezzo persi. Chiuso il contenzioso si è ripartiti per cercare di trovare una soluzione per la gestione dell'immobile. A giorni passerà la destinazione d'uso in consiglio comunale. Manca la data di apertura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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