Il Tirreno

Caos rimborsi, c’è chi deve restituire oltre 2500 euro

di Mario Moscadelli
Caos rimborsi, c’è chi deve restituire oltre 2500 euro

Dilaga la protesta per il pasticcio dei gettoni di presenza. L’opposizione e l’Idv chiedono sanzioni ai dirigenti che hanno sbagliato. Pd in subbuglio

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ROSIGNANO. C’è chi annuncia di mettere di mezzo l’avvocato, chi non vuol pagare e chi chiede sanzioni per i dirigenti che hanno sbagliato. Il pasticcio dei gettoni di presenza pagati in più ai consiglieri comunali sta suscitando malesseri trasversali: dal Pd al Pdl, anche se con toni diversi, si capisce bene che questa vicenda non si concluderà con la lettera inviata ai singoli politici con cui si richiede la restituzione di parte dei rimborsi ricevuti da giugno 2008 alla fine del 2011.

Le cifre. E se Diego Giorgi, nella passata legislatura sui banchi dell’assemblea sotto la bandiera del Pdci, forse non si scomporrà più di tanto nel riversare all’ente 42 euro, c’è da scommettere che questa non sarà la reazione di consiglieri come Sandra Lancioni (Idv), Francesco Fornai (Pd), Giorgio Franconi (Sinistra) e Luca Luparini (Pdl): questi quattro, secondo i calcoli dell’amministrazione comunale, dovranno restituire oltre 2mila euro (il massimo è Lancioni con 2500 e spiccioli). Sfiorano i 2mila euro, invece, Francesco Bartalesi (Pd), Franca Belloni (Pd), Angela Porciani (Rds) e Maria Grazia Angeli (Pdl). Ma se tutti questi potranno comunque scegliere l’opzione della restituzione rinunciando ai prossimi gettoni di presenza, non lo potrà fare chi non è più in consiglio. Qualche esempio prendendo le somme più alte: Evaldo Camilli dell’Udc che deve riversare 900 euro, Monica Ciucchi (Arcobaleno) 950 euro, Natalia Borella (Ds) 727 euro, Maurizio Coppola dei Verdi 680 e Pierluigi Nocchi (Pdrc) 749.

Il pasticcio. Ricordiamo in breve l’inghippo. Nel 2001 il consiglio comunale, sulla base di un articolo del Testo unico sugli enti locali, delibera l’aumento del gettone di presenza da 70mila lire e 100mila lire. Nel 2006 la finanziaria di Prodi stabilisce un taglio del 10%. Nel 2008 scatta un altro taglio. Ed è qui che ha radice il problema: l’ufficio applica quella diminuzione prendendo come base il gettone da 100mila lire. Ma con una sentenza di fine 2011 della Corte dei Conti si è scoperto che la base da prendere era quella di 70mila lire, perché in quella normativa del 2008 si abrogavano i benefici concessi da quell’articolo del Tuel. «Ma non si può parlare di errore del dirigente o dei tecnici - dice il sindaco Alessandro Franchi - perché vi garantisco che le normative che si sono accavallate hanno reso il quadro della situazione un vero rompicapo. E a dimostrazione di questo, il fatto che altri Comune sono nelle nostre stesse condizioni. Non è giusto, dunque, cercare un capro espiatorio perché non c’è».

Le reazioni. Ma maggioranza e opposizione, con modi diversi, non sono per niente impassibili a quello che considerano comunque un danno. «Quello che mi ha infastidito di più - dice Fabrizio Bagnoli, ex consigliere comunale e ora segretario del Pd - è il tono della lettera con cui ci viene ordinato di restituire i soldi: mica siamo evasori fiscali. Non è certo colpa nostra se si è verificata questa delicata e antipatica situazione. Abbiamo chiesto, però, di capire bene se davvero la sentenza della Corte dei Conti è retroattiva». Parole più accese, restando nella maggioranza, le esprime Sandra Lancioni dell’Idv. «Si è fatto un bel pasticcio - dice Lancioni - e l’amministrazione comunale aveva mille modi per dircelo. Ha scelto quello peggiore, tenendo tutto nascosto per mesi (da gennaio i consiglieri non percepiscono i rimborsi, ndr) e poi ufficializzandolo con una brutta lettera. Ma io voglio sapere: come saranno rimborsate le tasse che abbiamo pagato su quelle somme? Io per qui soldi ho perso assegni familiari e altri benefici simili: chi me li restituirà?». Punti interrogativi che si pongono tanti altri consiglieri, ma soprattutto gli esponenti di Pdl, Rds e Cambio che con l’Idv hanno firmato una dura mozione sul caso. «Io non pagherò un centesimo - dice Angeli - perché prima voglio sapere come ci verranno restituite le tasse pagate su quei soldi. E poi qualcuno dovrà essere sanzionato per questo errore: credo che sia il minimo, ad esempio, sospendere il premio di produzione per il dirigente che ha commesso questa leggerezza». Arrabbiato anche Giacomo Luppichini della Sinistra. «Io farò vedere la lettera ad un avvocato - dice - e di sicuro non pagherò gli interessi richiesti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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