Il Tirreno

Tagli di Area Vasta? «Solo una proposta»

di Andrea Rocchi
Tagli di Area Vasta? «Solo una proposta»

I sindaci: «Ci confronteremo sull’ospedale». Ma intanto pezzi di laboratorio e riabilitazione cardiologica rischiano di sparire

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CECINA. «E’ solo una proposta, non c’è niente di definitivo», dicono i nostri sindaci a proposito della riorganizzazione di Area Vasta che comporterà lo spostamento di attività dall’ospedale di Cecina verso Pisa e Massa. Eppure, a leggere il documento dell’Avno (Area Vasta Nord Ovest) non c’è da essere ottimisti. Tuttaltro. Il contenuto della programmazione 2012- 2015 - anticipato dal nostro servizio di giovedì scorso- prevede una serie di tagli nel nome del principio dell’«ospedale in rete». Tagli alla spesa del personale, con l’Asl 6 che è la più colpita tra le aziende dell’Avno (circa 4,6 milioni, il 50% dell’intera area). Una riorganizzazione dei laboratori di analisi che comporterà il trasferimento della Microbiologia a Pisa, la centralizzazione della riabilitazione cardiologica a Massa, Volterra e l’Asl 5 che vedranno confermato, anzi accentuato, il ruolo di polo di riferimento per la cura dei pazienti cerebrolesi. Ma anche il potenziamento della telerefertazioni nelle ore notturne e nei festivi che fa sobbalzare il sindacato Fials che teme, ripercussioni per ospedali come quello di Cecina. Insomma, ce n’è abbastanza per stare quantomeno in allerta.

«Voglio ricordare che non c’è niente di approvato», dice Stefano Benedetti, sindaco di Cecina. «Si tratta di una proposta», gli fa eco il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi. Proposta che i nostri sindaci hanno potuto visionare la settimana scorsa quando il direttore generale dell’Asl 6 Monica Calamai ha illustrato la relazione alla Conferenza zonale dei sindaci. «Faremo le nostre valutazioni. E’ chiaro - continua Benedetti - che vogliamo sapere quale sarà il futuro dell’ospedale di Cecina nei prossimi 5-10 anni». Fintanto che non sarà pronto il piano sanitario regionale, fintanto che non saranno definiti gli strumenti programmazione, fintanto che non sarà chiuso il tavolo regionale sulla riorganizzazione per intensità di cure a Cecina, ogni valutazione - per i sindaci - è prematura.

Intanto venerdì scorso a Livorno Benedetti, Franchi e gli altri primi cittadini della Bassa Val di Cecina hanno incontrato il nuovo assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni che ha preso il posto di Daniela Scaramuccia. Era il nuovo appuntamento del Tavolo regionale che è servito soprattutto ai sindaci per conoscere l’assessore. Incontro interlocutorio, dunque, ma dal quale è comunque partito un impegno preciso. «Abbiamo chiesto - dicono Benedetti e Franchi - che per il mese di luglio, quando sarà riconvocato il tavolo - la fondazione Monasterio e l’istituto S. Anna - termini lo studio che sta effettuando sulla riorganizzazione del nostro ospedale». Occorre, in sostanza, tirare le somme. «Le questioni che abbiamo posto sono note - dice Benedetti - il problema delle liste d’attesa, l’organizzazione del Cup, della Cardiologia, il potenziamento dell’attività chirurgica». Problemi che non hanno trovato soluzioni. Anzi. Le liste d’attesa continuano ad essere elevate, paradossalmente anche nella diagnostica per immagini (vedi alcune risonanze) dove sono stati fatti investimenti. Così come per certe ecografie. Sulla cardiologia è rimasto tutto come prime - sebbene l’Asl voglia andare avanti col monitoraggio dei pazienti non acuti attraverso i palmari. Gli Amici de Cuore si sono «autofinanziati» la terza fase della riabilitazione. I problemi restano, mentre sulla sanità cecinese si addensano nuove nubi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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