Attenzione
Il Movimento civico alza il velo
È Porciani la fondatrice. Si punta alle prossime comunali
ROSIGNANO. Si alza il velo sul Movimento per Rosignano, che aspira a diventare la lista civica di riferimento in vista delle prossime amministrative. A lanciare l’iniziativa è Angela Porciani, che comunque porterà a termine il suo impegno in consiglio comunale con Rosignano Democratica. «Il Movimento per Rosignano - dice Porciani - intende sviluppare una politica indipendente e autonoma dai partiti. Indipendente perché non vincolato dalle ideologie e volontà di alcun partito, autonomo perché intende affrontare le tematiche nel massimo rispetto della legge, finalizzando l’azione all’individuazione di soluzioni opportune, condivise e veloci. Il movimento è aperto a chi condivide questo modo di agire e pensare, il movimento è senza tessere». Ma come la mettiamo con il movimento di Grillo che sta muovendo i primi passi anche a Rosignano? «Se ci può essere dialogo ben venga. Non abbiamo preclusioni, ma il nostro percorso è delineato da quelle linee di principio sopra elencate».
Tra i capisaldi del neonato Movimento per Rosignano «la cultura e la tutela dei beni comuni intesa come rispetto delle "cose" pubbliche e non il loro sfruttamento massimo senza alcuna programmazione di utilizzo». Porciani fa degli esempi concreti che riguardano da vicino il territorio rosignanese. «Visto l'avvio del progetto H5 di Rosignano, vorremmo un'attenta analisi sull'effettivo bisogno di nuove residenze in una Rosignano in cui la stima delle unità immobiliari non utilizzate, ammonta a circa 400 appartamenti. Un principio fondante del Movimento, che poi rappresenta un concetto legato al buon senso, sarà quello di proporre o accettare nuove edificazioni solo quando saranno utilizzate quelle già esistenti. Il Movimento non è contro lo sviluppo urbanistico, è contro uno sviluppo fatto a braccio, senza programmazione, senza l'analisi delle effettive necessità, ma solo fatto in base ai proventi economici in termini di oneri di urbanizzazione».
Secondo Porciani «questo modo di procedere, di fatto, si ritrova anche nella discarica: si è guardato al profitto immediato, senza neppure dare qualcosa in cambio ai cittadini, in particolar modo alle frazioni collinari, che hanno visto depauperare il loro ambiente (a scapito del turismo e della qualità della vita, soprattutto dal punto di vista della salute), consumare fino in fondo il bene comune (un territorio di tutti, delle generazioni attuali ma anche di quelle future) senza avere niente in cambio, anzi una tassa dei rifiuti che quest'anno ha avuto un rincaro di oltre il 15 %».
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