Attenzione
«Gli agenti furono scrupolosi»
Ragazzo in coma e vigilessa imputata: interviene la Uil-Csa
CECINA. Gli agenti che effettuarono i rilievi operarono con scrupolo e professionalità non tralasciando di raccogliere alcuna informazione, né trascurando di compiere attività tecniche che potessero far risalire all’esatta dinamica e alla definizione delle responsabilità». Così la Uil/Csa dei vigili urbani interviene sul caso del diciassettenne in coma da sei mesi dopo un incidente stradale causato, secondo le indagini, non da una ma da due auto, quest’ultima condotta da una vigilessa.
«La prima comunicazione effettuata alla Procura - scrive il sindacato - nella quale veniva riferito di quanto sino al momento era stato possibile accertare, risale al giorno successivo quello dell'evento. Se la Procura è giunta a determinare (a sei mesi di distanza dall'accaduto e solo dopo aver dato incarico a un perito esterno, a dimostrazione della difficoltà del caso) un’ipotesi di responsabilità di un altro veicolo nella dinamica dell'incidente stradale è dovuto soprattutto alle pronte iniziative che i suddetti colleghi, seppur nella frammentarietà e incertezza delle informazioni a quel momento reperite, hanno posto in essere e subito comunicate, a non più di 48 ore dallo sfortunato evento, ai competenti organi inquirenti».
«Il presunto coinvolgimento nel sinistro di un veicolo privato condotto da un agente di polizia municipale dello stesso comando degli agenti accertatori ha poi indotto la Procura, per ovvie ragioni di opportunità, ad affidare il caso non alla stessa polizia municipale che aveva iniziato le indagini ma ai carabinieri di Livorno. La chiusura delle indagini ci consente di dare voce a quanto sino a oggi non poteva essere compiutamente espresso». Il sindacato si associa a quanti hanno manifestato vicinanza e sostegno al ragazzo e alla famiglia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
