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Rosignanese illumina la Loggia dei Lanzi

Rosignanese illumina la Loggia dei Lanzi

ROSIGNANO. Un'opera rinnovata splenderà in piazza della Signoria: è la Loggia dei Lanzi illuminata da Claudio Dini, architetto rosignanese fiorentino d'adozione, che si potrà ammirare dalla sera di...

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ROSIGNANO. Un'opera rinnovata splenderà in piazza della Signoria: è la Loggia dei Lanzi illuminata da Claudio Dini, architetto rosignanese fiorentino d'adozione, che si potrà ammirare dalla sera di lunedì prossimo. Dono dello stilista Stefano Ricci alla città di Firenze, che celebra i suoi 40 anni di creatività con due sfilate nel corridoio di ponente degli Uffizi.

Il museo per la prima volta apre le porte alla moda della prestigiosa maison, e i Ricci contraccambiano valorizzando il monumento che collega al museo piazza del Signoria, la loggia trecentesca che dal Cinquecento divenne uno dei primi spazi espositivi al mondo, con statue di Cellini e Giambologna. Autore di questo "abito di luce" per l'architettura è Claudio Dini, quarantottenne che da quindici anni insegna alla facoltà di Architettura dove tiene il corso di "Architettura della luce". «Mi occupo dell'uso della luce come sistema di costruzione degli ambienti - spiega - per cui sono partito da qui. Ricci lo ha saputo e mi ha chiesto di occuparmi del progetto destinato alla città: con il sindaco Renzi hanno deciso un intervento alla Loggia dei Lanzi. Ci ho lavorato un anno». Valeva la pena visto che ha avuto l'apprezzamento della Soprintendenza, che l'ha approvato. Il problema da risolvere era la cattiva qualità dell'illuminazione, che non metteva in risalto le peculiarità di un'opera nel cuore di Firenze, che racchiude valori civici oltre che artistici. «Solo con l'utilizzo del "materiale" luce il progetto riesce ad amplificare e a rinnovare le potenzialità dell'oggetto giocando anche con l'immaterialità della luce stessa, conferendo alla loggia una mutata fisicità e percezione», racconta Dini. «Per questo ho usato apparecchi illuminanti a led che sono a basso consumo - risparmiano il 75% di energia rispetto a quelli tradizionali - hanno un colore caldo e danno un effetto di sobrietà», spiega. «Ho posizionato i proiettori in modo da enfatizzare le tre volte, le statue e la terrazza con luci nascoste, mentre sulla facciata c'è un marcapiano con strisce led. Per le quattro arcate ho usato corpi illuminanti con angolo stretto, in modo da creare lame di luce». Ed ecco il risultato, ottenuto con una cinquantina di luci montate da Silfi: un'illuminazione uniforme, in modo da rispettare la sobrietà del complesso, ma che mette in risalto ogni parte della celebre loggia. «Ma poiché la luce è un elemento mutevole, ho pensato ad un sistema dinamico: un programma di regia computerizzato varia la luce a seconda dell'ora del giorno e per eventi speciali, coma la festa di San Giovanni, in modo che le persone percepiscono che la città è viva», conclude Dini. Insomma, una vera e propria opera d'arte luminosa.

Federico Lessi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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