Il Tirreno

La Procura indaga sul Varo Village

Due fascicoli sull’ampliamento dell’hotel di Marina di Bibbona, acquisiti documenti in Comune

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BIBBONA. Due settimane fa avevano eseguito un controllo direttamente al Varo Village. Martedì sono tornati, stavolta in Comune. Gli uomini della Procura, la squadra di polizia giudiziaria, hanno acquisito i progetti e le cartografie riguardanti l'ampliamento dell'hotel Varo di Marina di Bibbona. Sulla vicenda sono stati aperti due fascicoli: uno da parte del viceprocuratore Luca Masini e uno dal sostituto Gianfranco Petralia. I reati ipotizzati riguardano presunte violazioni in materia edilizia: si contesta in particolare alla proprietà (la società 3M immobiliare sas di Mauro Macchi & C.) di essersi allargata su terreni comunali e di non aver rispettato le disposizioni in tema di agibilità.

Al momento risultano indagati Mauro Macchi (rappresentante legale della 3M), Silvio Gennai (il geometra che curò il progetto di ampliamento), Tiziano Cresci e Francesco Di Franco, questi ultimi due titolari delle ditte che avrebbero eseguito i lavori.

Le prime polemiche. Una doppia inchiesta dunque che fa seguito a una lunga polemica cominciata nel novembre 2010 da Mario Caciagli. Il capogruppo della lista civica L'Altra Bibbona infatti presentò due interrogazioni in consiglio facendo notare come, nella riorganizzazione, l'albergo si fosse allargato su una proprietà comunale adibita a parco pubblico. I terreni pubblici in questo modo sarebbero rimasti nella disponibilità del privato per diversi anni. Il progetto di ampliamento dell'albergo era stato presentato dallo studio Gennai nel febbraio 2009. Nell'aprile dello stesso anno la commissione edilizia del Comune aveva dato l'autorizzazione all'ampliamento.

Le risposte del sindaco. Il sindaco Fiorella Marini rispose all'interrogazione assicurando che «per quel che mi riferisce l'ufficio tecnico i progetti sono stati corredati da adeguata cartografia catastale dove si evince un riconfinamento tra la proprietà privata e quella comunale. Quest'ultima da anni era nella disponibilità del privato che, in sede legale, potrebbe far valere l'usucapione. Volendo evitare una causa che avrebbe potuto avere effetti negativi abbiamo scelto il percorso della vendita in modo da recuperare somme di denaro che potranno essere investite in servizi».

La delibera di giunta che sanciva la vendita dei terreni (la numero 19 ) era stata approvata nel febbraio di quello stesso 2010 e pubblicata sei mesi dopo, il 21 agosto. Poi però l'operazione si inceppò.

Il sopralluogo dei vigili. Un anno dopo (novembre 2011) i vigili urbani eseguirono un sopralluogo e rilevarono una serie di irregolarità: una struttura in vetro e alluminio a ridosso del ristorante e sul lato prospiciente via del Mare realizzata in assenza di permesso a costruire, di autorizzazione paesaggistica e in parte su suolo comunale. E poi una tettoia in alluminio aperta su tre lati, una struttura in muratura realizzata «quasi totalmente su proprietà comunale» e costruita in difformità rispetto al permesso a costruire e all'autorizzazione paesaggistica. Idem per alcuni impianti tecnologici, prefabbricati ecc. Inoltre il progetto sarebbe risultato redatto su una cartografia non pienamente corrispondente con le mappe catastali.

«Demolire tutto». Con un'ordinanza (la numero 116 del 14 dicembre) l'amministrazione comunale intimò alla proprietà e al suo rappresentante legale Mauro Macchi la demolizione delle opere abusive.

Licenze avanti e indietro. E siamo al maggio di quest'anno. Il 3 vengono ritirate le licenze al ristorante, alla champagneria, alla gelateria, all'enoteca e al panificio che servono l'albergo per quanto riguarda la parte dei manufatti che insiste su spazi pubblici. L'ordinanza è firmata da Stefano Ulivieri, responsabile dell'area affari generali. Lo stesso che pochi giorni dopo, il 12, firma la revoca di quella stessa ordinanza a seguito della documentazione portata in Comune dai rappresentanti della proprietà. Varo Macchi, proprietario dell'hotel, esulta.

Le indagini. La struttura ricomincia a lavorare a pieno regime. Ma nel frattempo la Procura (dove sono giunti due esposti) decide di approfondire. Il 31 maggio i carabinieri della sezione di Pg si recano all'hotel Varo, chiedono, forse acquisiscono alcuni documenti. Lo apprendiamo, chiediamo informazioni ma nessuno ce lo conferma. Nemmeno Varo Macchi, in quei giorni irreperibile. Nemmeno il sindaco. Che anche stavolta cade dalle nuvole: «Non so niente, ma mi informerò». Oggi a quanto pare Marini e i suoi collaboratori si riuniranno con il responsabile del settore edilizia, Sandro Cerri, per avere dei chiarimenti sul sopralluogo di martedì.

Alessandro De Gregorio

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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