Attenzione
Ricevute una lettera dal Papa e una promessa da Gattuso
CECINA. «Tutte le notti vado a letto con la speranza che sia stato un brutto sogno. Invece la mattina mi sveglio e mi accorgo che devo lottare, devo lottare per mio figlio. Io non mi arrendo». Parla...
CECINA. «Tutte le notti vado a letto con la speranza che sia stato un brutto sogno. Invece la mattina mi sveglio e mi accorgo che devo lottare, devo lottare per mio figlio. Io non mi arrendo». Parla il padre del diciassettenne in coma dal 14 dicembre, dall’incidente del Paratino. Si racconta mentre all'Eurospin raccoglie le buste piene di pasta e di scatolette per la colletta alimentare. «Ho sempre fatto beneficenza e sono credente. Il mio ragazzo è come me, non c'è nessuno che non lo conosca», dice. Si racconta mentre suo figlio lotta per uscire dal coma. In sei mesi di miglioramenti ne ha fatti. Costanti ma lenti.
Dal giorno dell'incidente, intorno alla famiglia si è stretto un cordone incredibile. «Basta controllare la sua bacheca di Facebook o la mia - dice il padre - non passa giorno che qualcuno non ci dia una dimostrazione d'affetto. A Volterra è un viavai di ragazzi e amici. Sono straordinari». Anche la fede ha aiutato: «Sono un credente e grazie a don Marco abbiamo ricevuto una lettera dal Papa. Gli abbiamo chiesto una preghiera speciale per mio figlio».
Gli amici e la scuola hanno organizzare tornei di calcio. Nell'ultimo sono stati raccolti i fondi per acquistare un computer. Di progetti ce ne sono. «Non ci fermiamo - dice l'uomo - abbiamo intenzione di costituire un comitato per mio figlio. Ci saranno delle maglie con uno slogan: "No odio. Sì giustizia". Le presenteremo il 30 giugno quando organizzeremo al Dlf una serata musicale su Battisti. Mio figlio è un tifoso sfegatato del Milan: abbiamo contattato Gennaro Gattuso, calabrese come noi. Si è interessato alla nostra storia. Aspettiamo che ci ricontatti per decidere il giorno in cui potrebbe arrivare a Volterra».
Il giorno del processo cadrà a quasi un anno dall'incidente. «Spero che mio figlio possa venire con me e ascoltare cosa è successo».(r.b.)
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