Italia
La seconda auto era di una vigilessa
La donna a processo insieme all’altro conducente per l’incidente in cui fu ferito il ragazzo in coma da sei mesi
CECINA. La seconda auto c'era: una jeep Feroza condotta da una vigilessa. Una jeep che, stando alle accuse, iniziò il sorpasso di quei due scooter mentre a sua volta un'altra vettura, la Fiat Brava di cui abbiamo già scritto, la stava superando. Una doppia manovra che causò il ferimento di uno dei due scooteristi, un diciassettenne tuttora in coma all'ospedale di Volterra.
La seconda auto dunque c'era, ma secondo la Procura non era un'auto pirata. Alla vigilessa infatti non si contesta l'omissione di soccorso. Lei e l'altro automobilista sono stati citati a giudizio davanti al giudice di pace. L'udienza è fissata a dicembre.
Gli imputati sono Alberto Calvo (38 anni, residente a Bibbona, difeso dall'avvocato Alessio Dinelli) e Maura Onorati (53, residente a Cecina, difesa dall'avvocato Saverio Dal Canto).
Il sostituto procuratore Fiorenza Marrara contesta loro, in concorso, delitti del codice penale e contravvenzioni del codice della strada che vanno dalle lesioni gravi colpose alla condotta di guida in generale.
L'incidente avvenne la sera del 14 dicembre 2011 sulla via provinciale del Paratino. La vittima era insieme a un amico, in sella ai loro scooter i ragazzi stavano rientrando da Bibbona. Dietro di loro, due auto: la Fiat Brava di Calvo e la Daihatsu Feroza di Onorati. La perizia eseguita dall'ingegner Remo D'Arrigo, consulente del pm, conferma l'impatto tra la Fiat Brava e lo Zip Piaggio del diciassettenne, che seguiva quello dell'amico. Ma la perizia conferma anche il ruolo avuto dalla Feroza.
E dunque: quella sera la Brava, a una velocità di circa 70 km orari, inizia il sorpasso della Feroza. Ma quest'ultima si sposta di colpo sulla sinistra per superare i due scooter. La Brava rallenta ma non si ferma, anzi insiste nel voler sorpassare il gruppo. Calvo perde il controllo della vettura che sbanda, scoda, finisce sulla corsia destra e urta il manubrio dello Zip. Il ragazzo viene imbarcato sulla macchina, sbatte sul lunotto posteriore e finisce a terra. Perde i sensi, viene ricoverato a Cecina, poi trasferito a Livorno e infine a Volterra, dove non è ancora uscito dal coma.
Quando arrivano i vigili urbani, sul luogo dell'incidente ci sono il ferito, l'amico e il conducente della Brava. Onorati non c'è. Al pm la vigilessa dirà poi di non essersi accorta di niente, ammettendo di aver superato i due scooter in fila indiana ma di non aver visto la Brava che a sua volta la stava sorpassando. Calvo però si ricorda bene di quella jeep, ne indica il modello, i due colori della carrozzeria e anche le prime due lettere della targa (AB). La Feroza viene così rintracciata e Onorati finisce nel registro degli indagati.
Va detto anche questo: al tempo dell'incidente, e successivamente, i vigili hanno sempre escluso (con i giornalisti) la presenza di una seconda auto. Nel rapporto al pm vi facevano cenno ma in modo vago e come elemento riferito dal Calvo. Il 20 dicembre i genitori del ragazzo in coma si erano rivolti a due avvocati (Paolo Barabino e Patrizia Cecconi) firmando un esposto contro ignoti. In città avevano preso a correre le voci di una seconda auto condotta da una donna. “Il Tirreno” lo scrisse il 13 maggio. Le indagini, affidate ai carabinieri della sezione di pg della Procura, lo hanno confermato.
Alessandro De Gregorio
Rino Bucci
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