Sicurezza
Scuola materna chiusa per amianto: il caso in Senato
Dorina Bianchi del Pdl presenta un’interrogazione «Si faccia chiarezza sul livello di contaminazione»
ROSIGNANO. È arrivato addirittura in Parlamento il caso della scuola materna di Nibbiaia, chiusa dallo scorso 19 marzo per la presenza di amianto nel giardino. La vicenda, infatti, è stato illustrato durante la seduta del Senato di mercoledì scorso con un’interrogazione formulata da Dorina Bianchi, senatrice del Pdl e membro del comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio nazione sull’amianto. Ona che sta seguendo da vicina la battaglia che i genitori della scuola collinare hanno aperto con un esposto in Procura. «In data 22 febbraio - attacca l’interrogazione letta da Bianchi - veniva pubblicato dal giornale Il Tirreno un primo articolo dal titolo "Allarme amianto in una scuola materna, giardino off limits" e in data 23 marzo un secondo articolo dal titolo "Materna chiusa. Genitori in guerra con il Comune", nei quali si faceva riferimento alla presenza di amianto nella scuola materna di Nibbiaia, nel comune di Rosignano». Il testo prosegue così. «Dal risultato delle analisi è emerso che il materiale che una delle bambine aveva nel grembiule era amianto». Bianchi, infatti, cita i risultati dei campionamenti eseguiti dal laboratorio Archa nel giardino della scuola.
L’interrogazione, poi, prosegue elencando i vari passaggi della vicenda, tra cui la costituzione di un «Comitato dei genitori per gli edifici scolastici esposti all’amianto», il fatto che la Iarc (l’agenzia internazionale di ricerca sul cancro) «ha certificato che qualsiasi tipo di amianto è pericoloso e non c'è una soglia al di sotto della quale non ci sia rischio» e che l'Osservatorio nazionale amianto, anche attraverso il presidente avvocato Ezio Bonanni, ha esposto i fatti alla Procura di Livorno e ha chiesto che siano accertate le responsabilità». Bianchi, inoltre, punta il dito sul fatto che «il 24 maggio, e mandata per conoscenza anche alla Procura di Livorno, Bonanni ha chiesto il consenso all'accesso ai luoghi per verificare il livello di contaminazione dell'istituto, e l'accesso agli atti. Ma ancora non è stato dato riscontro alla richiesta, sicché ad oggi i genitori di centinaia di bambini si trovano nella totale incertezza circa il rischio cui sono stati esposti i loro figli».
L’onorevole Bianchi, elencando altri casi simili in Italia, chiede di sapere: «se il Governo sia a conoscenza di quanto sopra; se siano state iniziate le bonifiche dei siti scolastici e quali altre iniziative intenda intraprendere per la difesa del territorio, dell'ambiente, della salute pubblica e per il ristabilimento della legalità».
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