Il dolore
Ecco Dante, secondo noi
Il liceo Fermi ha festeggiato la fine dell'anno scolastico con un saggio dantesco. Gli studenti della 3ª B e della 3ª C hanno presentato ai compagni delle altre classi un loro lavoro
CECINA. Il liceo Fermi ha festeggiato la fine dell'anno scolastico con un saggio dantesco. Gli studenti della 3ª B e della 3ª C hanno presentato ai compagni delle altre classi un loro lavoro, scaturito nel lungo inverno passato, tra le altre discipline, sulla Divina Commedia.
Nel presentare l'iniziativa, il dirigente Maria Grazia Rocchi ha sottolineato l'interesse che gli studenti hanno rivelato per il grande capolavoro e, soprattutto, l'evidente bisogno che manifestano di esprimere la loro creatività. Una realtà di cui la scuola dovrebbe più spesso tener conto e valorizzare.
La 3ª B, guidata dalla prof.ssa Giuseppina Rapuano, ha interpretato il canto V dell'Inferno, quello di Paolo e Francesca. I ragazzi hanno recitato il canto a memoria con sicurezza ed incisività. Hanno curato la scelta delle musiche, dei costumi e della coreografia, dimostrando fantasia e creatività: sembra incredibile come, con materiali comuni e pochi spiccioli, abbiano saputo essere tanto convincenti e coinvolgenti… La passione e l'impegno sopperiscono alle ristrettezze economiche della scuola. Ma questa non è una novità.
Gli studenti della 3ª C, con la supervisione della prof. ssa Lucia Pellegrini, hanno invece dato un taglio diverso alla loro performance: durante il corso dell'anno hanno scritto, in ferree terzine dantesche, l'immaginario ritorno alla sua Firenze di Dante. Percorrendo a ritroso i regni oltremondani, hanno raccontato i vizi dei nostri contemporanei noti, come i personaggi politici, dello spettacolo, del mondo della cultura, ma anche dei loro compagni, dei loro prof, del personale della scuola tutta, a cominciare dalla dirigente.
Le due iniziative sono state molto apprezzate dai docenti e dai compagni. Le insegnanti che hanno curato lo "spettacolo" non hanno nascosto la loro soddisfazione.
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