Il Tirreno

Il sorriso dei bimbi che unisce lingue e culture diverse

Il sorriso dei bimbi che unisce lingue e culture diverse

Il racconto della Pubblica Assistenza a Mirandola I giorni coi terremotati nel campo multietnico

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ROSIGNANO. Volontari della Pubblica Assistenza di Rosignano, Cecina, Bibbona e Castellina. Sono partiti ormai da diversi giorni per l’Emilia: destinazione Mirandola e Novi di Modena, luoghi simbolo della tragedia del terremoto. A Mirandola, in particolare, è stata allestita la ludoteca che ospita i bambini del campo. Ora serve una nursery per i più piccoli.Racconta Alessandro Nassisi, della Pa di Rosignano, capo campo Costa:parafrasando il testo di una canzone di Jovanotti: «Questo è l'ombelico del mondo dove si incontrano facce strane di una bellezza un po' disarmante». «Siamo a gestire un campo con circa 8 etnie diverse, otto comunità lontanissime tra loro e in alcuni casi anche con i propri confini in guerra; si va dalla comunità indiana e sick a quella pakistana passando da quella araba fino a quella cinese. Il campo in questo momento sembra un gigantesco terminal in partenza per una nuova frontiera di convivenza pacifica. Un hub dove le culture cercano di vivere insieme ma sempre gelose delle proprie tradizioni». E conclude: «La chiave sono i bambini, i bambini giocano tra loro e si portano dietro i genitori che parlano poco italiano e chiedono aiuto ai figli per farsi tradurre un semplice "come va?" e a loro volta rispondano e i figli traducono».

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