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Occhio, quando i colori sbiadiscono pian piano

Occhio, quando i colori sbiadiscono pian piano

All’inizio non ci si fa caso se i colori degli oggetti che vediamo sbiadiscono progressivamente. «Passerà», è la prima risposta a tranquillizzare se stessi. Cominciamo invece a preoccuparci quando...

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All’inizio non ci si fa caso se i colori degli oggetti che vediamo sbiadiscono progressivamente.

«Passerà», è la prima risposta a tranquillizzare se stessi. Cominciamo invece a preoccuparci quando quegli oggetti appaiono deformati. «Forse, sarà bene consultare l’oculista».

Ovvio, ma soltanto per pochi. Ci prende addirittura il panico, nel momento in cui quella strana macchia al centro delle immagini non ci fa vedere la televisione, guidare la macchina o leggere il giornale. Se non è troppo tardi, certo non è nemmeno troppo presto. Così, ogni giorno, a quattro persone in Toscana, viene fatta diagnosi di degenerazione maculare della retina (la parte nervosa dell’occhio e la macula ne è la parte centrale) legata all’età. A rischio sono in particolare i diabetici (il 2% ne è colpito, quindi si tratta di quattromila persone dall’inizio della malattia diabetica).

Il tutto è legato alla formazione eccessiva di nuovi vasi sanguigni in quel punto, per motivi ancora non chiari. Per il paziente comincia, allora, un percorso ad ostacoli dove però qualcosa si può ottenere.

E’ un messaggio quindi di speranza da parte degli esperti, Filippo Cruciani dell’università romana de “La Sapienza” e Francesco Bandello del San Raffaele di Milano, in un incontro - stampa promosso a Milano da Novartis. Riveste comunque un ruolo importante la predisposizione ereditaria che impone controlli precoci – si è aggiunto – mentre a rischio sono i soggetti fortemente miopi, il sesso femminile, l’età, oltre la presenza di diabete. Le possibilità di cure sono la fotocoagulazione laser, che agisce distruggendo col calore l’area interessata se di piccole dimensioni e lontana dalla fovea.

Quella fotodinamica che impiega una sostanza fotosensibile, la verteporfina, iniettata in vena ed attivata dal laser.

Infine i farmaci antiangiogenetici, come il ranibizumab, capaci di rallentare lo sviluppo dei vasi anomali, bloccando il VEGF-A. Si tratta d’ anticorpi monoclonali che permettono così di evitare la cecità. La molecola è impiegabile anche contro l’edema maculare diabetico e nell’occlusione venosa retinica.

Gian Ugo Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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