Il Tirreno

«Caro sindaco, è stato tuo l’errore più grave»

«Caro sindaco, è stato tuo l’errore più grave»

Barabino accusa Benedetti per la mancanza di trasparenza sul caso iPhone Interrogazione del Pdl: ora vogliamo vedere tutte le spese degli amministratori

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CECINA. La prima reazione è stata un’interrogazione. La seconda una “censura” per la mancata trasparenza.

L’opposizione si è mossa alla notizia della bolletta choc da 10.400 euro recapitata dalla Tim al Comune e relativa al telefonino in uso all’assessore Michela Ghezzani.

Lucia Castellacci, consigliere Pdl, ha presentato un’interrogazione in cui chiede «che siano forniti i dettagli dei consumi (bollette) annuali/mensili di tutti gli amministratori, dirigenti e tutte quelle forniture che sono a carico dell'amministrazione comunale».

Sulla vicenda prende posizione anche il capogruppo del Pdl, Paolo Barabino.

«Non voglio entrare nel merito del consumo abnorme dell'utenza del telefonino del Comune assegnato all'assessore Ghezzani - scrive Barabino - e della consequenziale bolletta (10.400 euro per 3 mesi, vecchi 20 milioni di lire). Non so se vi siano stati errori e chi abbia sbagliato, se Tim nel conteggiare un traffico non avvenuto o l'assessore, magari inconsapevolmente, in un utilizzo improprio del telefonino; saranno i prossimi accertamenti a fornire le risposte».

Sul punto, per chi non avesse letto “Il Tirreno” di ieri, ricordiamo che l’assessore ha escluso di aver consumato tutto quel traffico e ha parlato di «incredibile errore di Tim». Tim alla quale il sindaco Stefano Benedetti ha detto di aver chiesto spiegazioni con una raccomandata.

« So di certo - riprende Barabino - che l'amministrazione comunale, in primis il sindaco, ha compiuto un grave errore nella gestione della vicenda, sia sotto il profilo dell'etica, che sotto quello dell'opportunità (lungimiranza), magari in applicazione del vecchio quanto aberrante principio per cui "meno i cittadini sanno e meglio è". Risultando in ballo l'utilizzo di soldi pubblici, del cui impiego gli amministratori devono rendere conto alla cittadinanza, e se, come dichiarato, è convinto "che sia un errore della Tim", il sindaco avrebbe dovuto subito informare dell'accaduto tutta la cittadinanza o, in via di progressivo subordine, i consiglieri comunali o quantomeno i capigruppo. Niente di tutto ciò, si è preferito attendere che la notizia fosse diffusa da un giornalista il quale, come ovvio, compie il proprio lavoro e qualche amico o informatore ce l'ha; tanto che con tali omissioni, a fronte una vicenda definita, come senz'altro sarà, frutto di un errore si induce invece a pensar male. Mi permetto di suggerire un rimedio, buono anche per analoghe vicende che potranno capitare in futuro; il sindaco dovrebbe adesso rendere note alla cittadinanza, spontaneamente, le spese sostenute da assessori, dirigenti, dipendenti tutti in possesso del telefonino, magari specificando quanto in bolletta è richiesto a titolo di chiamate e quanto per le navigazioni».

Poi Barabino affronta un altro punto, quello dell’avvocato e consigliere Pdl, Francesco Villani, incaricato da Ghezzani di seguire la pratica personale in’eventuale azione legale contro la Tim: «Vorrei sgombrare il campo da possibili equivoci o malintesi; la circostanza che l'assessore Ghezzani abbia messo a conoscenza della vicenda un professionista consigliere comunale del Pdl (vicenda che non riveste carattere privato, ma riguarda un’utenza del Comune) non comporterà sconto alcuno da parte dell'opposizione che, come suo precipuo dovere, lavorerà per cercare di chiarire la vicenda».

Infine un’ultima stoccata a Benedetti: «Caro sindaco, non è questione di "fare speculazioni", solo di chiarezza e rispetto nei confronti dei cittadini; un'amministrazione persegue il bene comune con il rigore e l'integrità nell'impiego delle risorse pubbliche, ma anche con la trasparenza su tale impiego».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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