Il Tirreno

Oltre 10mila euro in 3 mesi per l’iPhone dell’assessore

di Alessandro De Gregorio
Oltre 10mila euro in 3 mesi per l’iPhone dell’assessore

Il numero è quello del telefonino assegnato a Ghezzani «Un incredibile errore, sono pronta a citare la Tim »

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CECINA. Quando è arrivata in municipio a qualcuno è preso un colpo. Una bolletta da diecimilaquattrocento euro di telefono relativa all'ultimo trimestre fatturato: gennaio-febbraio-marzo. Il costo non di tutti i telefoni dell'amministrazione ma di uno solo: il cellulare in dotazione all'assessore ai lavori pubblici Michela Ghezzani. La bolletta è stata consegnata al sindaco, che ha chiamato subito la Ghezzani. «Ma come? Io non lo uso nemmeno! Ci sarà stato un errore, senz'altro è uno sbaglio della Tim». E alla Tim è stata inviata una raccomandata con richiesta di spiegazioni, lettera che al momento è ancora senza risposta.

Nel frattempo Ghezzani si è rivolta a un avvocato, preannunciando un'azione legale contro la compagnia telefonica. Curiosità vuole che l’assessore sia esponente del Pd e l'avvocato sia Francesco Villani, consigliere comunale Pdl. «Non c'entra niente, io e Francesco siamo amici da una vita - taglia corto Ghezzani - non facciamo illazioni».

In questa vicenda lei è l'unica che parla. E' avvelenata dalla rabbia, ripete di non saperne nulla di quel "cavolo" di iPhone e di cosa sia successo. E' comprensibilmente preoccupata: «Se c'è una cosa alla quale tengo è la correttezza, la mia dirittura morale. Questa storia verrà chiarita, un incredibile errore che verrà accertato. Ma intanto io finisco nel tritacarne per qualcosa che non ho mai commesso. Come minimo ci faccio una figuraccia».

L'avvocato Villani oppone un garbato ma fermo no comment. Il sindaco Stefano Benedetti è in imbarazzo ma difende il suo assessore: «Non ho il minimo dubbio su Michela e sono convinto che sia un errore della Tim. Abbiamo chiesto chiarimenti, mi auguro che arrivino in fretta. Non vorrei che qualcuno speculasse su questa storia».

Ghezzani non ci gira intorno: «Da dieci giorni mi mangio il fegato per questa bolletta assurda, 10.400 euro che secondo la Tim io avrei consumato tra gennaio e marzo, proprio il periodo in cui ero in maternità. Ho partorito il 4 febbraio e in quei giorni a tutto pensavo fuorché a telefonare o a navigare in internet. Non sono nemmeno così informatizzata, non ho un account su facebook, a casa ho il mio pc con una chiavetta Wind e uso pochissimo l'iPhone del Comune. Ce l'ho dal maggio 2010 e non è mai capitata una cosa simile. Di colpo, mentre sono in maternità, arriva questo consumo esagerato. Come se fossi stata connessa a internet dalla mattina alla sera».

«Tra l'altro Tim - prosegue Ghezzani - se non dovesse ammettere l'errore dovrà spiegare per quale motivo ha violato la legge. C'è una precisa delibera dell’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la numero 326 del 2010, che impone al gestore di avvisare l'utente e staccare la linea al superamento di una certa soglia. A me non è arrivato alcun avviso così come non sono arrivati sms commerciali né roba simile al gestore delle schede telefoniche del Comune».

«Il Comune non deve assolutamente pagare questa bolletta - chiude Ghezzani - e io voglio andare a fondo in questa vicenda. È inaudito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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