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«Rivoglio indietro i miei terreni» Ma il Tar dice no

«Rivoglio indietro i miei terreni» Ma il Tar dice no

Respinto dai giudici il ricorso di un vivaista contro Anas «E sul risarcimento deve ancora esprimersi la Cassazione»

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CECINA. Respinto dal Tar il ricorso di Franco Arnaboldi nei confronti di Anas per la questione dei terreni espropriati dall’Anas prima e dalla Sat poi per costruire rispettivamente variante e autostrada.

La posizione di Arnaboldi, 71 anni, titolare di un'azienda vivaistica a Collemezzano e tutelato dall'avvocato Gianclaudio Pazzaglia, era la seguente: Anas mi ha espropriato senza liquidarmi, poi è arrivata Sat che ha firmato la concessione con Anas su un pezzo di Variante ancora di mia proprietà. Ma per i giudici del Tar quel tratto di strada non è più proprietà di Arnaboldi. Il quale Arnaboldi non è stato ancora liquidato semplicemente perché non ha accettato la cifra stabilita dal giudice civile, sia di primo che di secondo grado, e ha fatto ricorso. Quel ricorso è ancora pendente in Cassazione. Quello al Tar invece è perso.

Questi i passi salienti della vicenda. Nel 1992 Arnaboldi cita in giudizio Sipa srl (che aveva incorporato Cir spa, appaltatrice) per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla perdita del diritto di proprietà sugli immobili in questione (tre ettari). Nel 2001 il tribunale condanna Sipa al pagamento di 579 milioni di lire. La sentenza è impugnata da entrambe le parti: nel 2007 la Corte d'appello la dichiara nulla e condanna Sipa al pagamento di 87mila euro a titolo di risarcimento del danno per l'illegittima privazione del diritto di proprietà, di 533mila euro a titolo di risarcimento del danno arrecato alle residue proprietà di Arnaboldi e di 348 euro a titolo di indennizzo per l'espropriazione e per il periodo di occupazione legittima.

Arnaboldi nel gennaio 2009 ricorre in Cassazione, contestando la quantificazione del risarcimento; la causa è ancora pendente.

Poi arriva Sat, che nel dicembre 2009 dispone l'occupazione d'urgenza di alcuni immobili necessari per la realizzazione del tratto autostradale Rosignano-Palazzi, tra cui il terreno di Arnaboldi.

Nel marzo 2010 Arnaboldi diffida Anas, che risponde picche. Così, a fine luglio 2011, Arnaboldi ricorre al Tar contro Anas chiedendo la restituzione dei terreni e il risarcimento del danno per l'occupazione illegittima degli stessi; e in via subordinata il risarcimento del danno conseguente all'illegittimo esproprio subito, quantificato in 12 milioni e 300mila euro. Nel marzo di quest'anno deposita una memoria chiedendo anche il risarcimento del costo dei lavori (310mila euro) necessari a trasformare la propria azienda da agricola a vivaistica; nonché del danno non patrimoniale. Infine, chiede di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato

Il Tar decide all'udienza del 16 maggio, depositata tre giorni fa. I giudici fissano alcuni punti. Primo: la sentenza della Corte d'appello del 2007 ha riconosciuto che Arniboldi ha perso la proprietà dei terreni. Secondo: quella sentenza è stata impugnata da Arnaboldi in Cassazione solo per profili attinenti alla liquidazione del danno. Per cui, spiega il Tar, Arnaboldi non può da una parte chiedere il risarcimento del danno derivante dall'illecita sottrazione della proprietà e dall'altro agire nel giudizio amministrativo per la restituzione dei beni in questione. E quindi ricorso respinto. Così come la domanda di ammissione al patrocinio. Al contrario, Arniboldi dovrà accollarsi anche quattromila euro per le spese del giudizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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