Il Tirreno

Pisa sarà capitale mondiale dell’affresco

di Marco Barabotti
Pisa sarà capitale mondiale dell’affresco

Completata la prima scena dell’opera di Luca Battini in San Vito, emerge la figura di un santo patrono «rivoluzionario»

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PISA. Dalla prima scena di quello che sarà il più grande affresco contemporaneo esistente a Pisa, viene fuori un San Ranieri sconosciuto, di una modernità straordinaria. Siamo ormai alle battute finali, o meglio ai ritocchi per ammorbidire le tagliate e per l’allineamento cromatico di una scena di una grande forza creativa e dinamismo.

Abbiamo visitato l’affresco in anteprima nella chiesa di San Vito, sul lungarno Simonelli, là dove San Ranieri pregò e si spense, secondo la tradizione, mentre le campane della Repubblica di Pisa si scioglievano a festa.

Assolutamente vietato fare fotografie: l’artista, il sempre più sorprendente Luca Battini, originario di Rosignano in provincia di Livorno, è scrupolosissimo e finché non sarà dato l’ultimo colpo di rifinitura nessuno lo potrà riprendere se non, una tantum, qualche occhio umano. Dalla prima tranche inaugurata nel giugno dello scorso anno con l’apparizione del Cristo avvolto da una grande mandorla di oro zecchino lavorato a pietra d’agata, ecco ora la scena completata.

Al centro l’imbarcazione, una caracca mediterranea. Raffigura la partenza del giovane Santo che non ha ancora preso i voti, tanto che veste ancora da buon cittadino medievale. La caracca trasporta merce, denaro, formaggio e ogni altro. Si vedono i personaggi in fondo a destra che sono marinai, gente comune.

Nella parte alta è stata ricostruita la costellazione risalente al 1142, secondo un antico planetario, nel momento in cui il Santo approda a Tiro. Mentre il Santo dorme appare il Cristo in sogno che lo ammonisce perché ritrovi se stesso e si converta in senso pieno a Dio. Oltre al Santo, c’è solo un marinaio che vede il Cristo. Qui il messaggio è chiaro: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”. (“Sermone sul monte”).

I valori laici e religiosi si mescolano insieme in quello che appare un San Ranieri completamente nuovo rispetto allo stereotipato cliché medievale che ci hanno inculcato da secoli.

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