Il Tirreno

«Basta con le sagre, le Pro loco hanno un gran potenziale»

di Federica Lessi

Renzo Meini vuole rilanciare il ruolo delle associazioni «Le Apt non ci sono più, i nostri volontari sarebbero utili»

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RIPARBELLA. Basta sagre, ma ampliare la propria mission diventando promotrici del territorio, supportando enti e amministrazioni per attrarre il turismo. È' l'ambizione di Renzo Meini, presidente provinciale di Pisa dell'Unione nazionale Pro loco d'Italia.

Cosa fa una Pro loco?

«Promuove turismo, folclore, arte, cultura e storia dell'ambiente in cui viviamo. Un'associazione libera e apartitica che viene dopo il Comune».

Chi sono i soci?

«Persone di ogni età, volontari che seguono le iniziative senza percepire un centesimo. Nella provincia di Pisa gli iscritti sono 8.000, il numero più alto delle province toscane - che in tutto ne hanno 60.000 - mentre le Pro loco sono 36 e altre stanno nascendo. Se si pensa che i comuni sono 39 abbiamo una rete capillare sul territorio».

Che rapporto avete con le amministrazioni?

«Di collaborazione: da ottobre una convenzione tra Anci e Unpli prevede una sinergia per il turismo e la promozione del territorio, ma pochi comuni l'hanno adottata. Inoltre abbiamo una convenzione con l'Upi dello stesso tenore».

Qual è il potenziale delle Pro loco?

«Possiamo fare convenzioni con strutture ricettive e di ristorazione, aziende di trasporti e associazioni culturali, si pensi a iniziative integrate per favorire il turismo come percorsi di valorizzazione, alla scoperta del territorio, delle sue bellezze storiche e archeologiche».

Come pensate di sviluppare il turismo?

«Nella provincia di Pisa il 48% è dato da chi visita Pisa, Volterra e San Miniato, ma è un turismo mordi e fuggi, il restante 52% è in provincia, persone che si fermano per una o due settimane. A queste dobbiamo rivolgerci».

In che modo?

«Valorizzando i nostri prodotti, meglio uno per località come il pane a Montegemoli, la polenta a Guardistallo e il cinghiale a Riparbella. Le Pro loco non dovrebbero organizzare sagre che fanno concorrenza ai ristoranti, ma concentrarsi sull'eccellenza del prodotto tipico per attrarre il turista».

Per questo serve anche la promozione.

«Basterebbe un’informazione puntuale: quali sono gli agriturismi e gli alberghi, cosa offrono, come ci si arriva. Servirebbero centri di informazione con persone specializzate che conoscono il territorio. Ora che le Apt non esistono più le Pro loco possono essere utili con i loro volontari».

Ma potete fare tutto questo lavoro?

«Nel pisano sto organizzando le Pro loco in 4 raggruppamenti o consorzi: Val di Cecina, Valdarno, Valdera e area pisana. Vogliamo coinvolgere i teenager».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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