Il Tirreno

Tassa iniqua e promozione flop

di Andrea Rocchi
Tassa iniqua e promozione flop

Le associazioni contro l’imposta di soggiorno. Accuse al sindaco di Castagneto: «Sue le tariffe più alte»

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CECINA. Bocciatura senza se e senza ma per la tassa di soggiorno. Bocciata nel merito (ingiusta e penalizzante per un settore in crisi), bocciata nel metodo (perché applicata in modo schizofrenico dai vari comuni, senza omogeneità sul territorio). Bocciata anche nella sostanza (peserà sugli stessi operatori). E' quanto emerge da una sintesi delle posizioni che le associazioni Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, Cna, Cia, Confartigianato ,Faita hanno espresso su un'imposta già contestatissima al momento del suo concepimento.

Crollo delle prezenze. «Le previsioni per il settore turistico nella nostra provincia sono pessime - dice Robert Martorella, direttore provinciale di Confesercenti - Si parla di un calo del 50% delle presenze. Come associazione riconfermiamo la nostra assoluta contrarietà alla tassa di soggiorno che si innesta in un contesto negativo di crisi economica». Cosa contesta Confesercenti: «La tassa viene applicata - continua Martorella - in modo non omogeneo. Ogni comune ha deliberato non solo tariffe differenti, ma anche il periodo di applicazione è diverso. In questo quadro dobbiamo rendere onore a quei comuni come Cecina e Bibbona che hanno previsto tariffe basse, e anche Rosignano, o che hanno comunque deciso di applicarla per periodi ristretti della stagione».

Bocciata Castagneto. Nelle "pagelle" dei promossi non c'è Castagneto il cui sindaco - Fabio Tinti - era stato il coordinatore del tavolo per lo studio della tassa di soggiorno e che, alcuni giorni fa, si è dimesso contestando il fallimento politico del tavolo stesso in quanto ogni comune è andato per conto suo. Le associazioni di categoria aprono una polemica con Tinti. «Ci risulta - dice Domenico Chiste (Confcommercio) - che proprio il coordinatore sia stato il primo a partire con l'applicazione delle tariffe (da maggio). Prendiamo atto che si è dimesso, ma lui è stato il primo a scendere dal carro, deliberando la tassa, applicandola prima di tutti e con le tariffe che sono le più alte della provincia». Si associano Confesercenti e Coldiretti, che chiedono piuttosto ai comuni di lavorare per la promozione turistica del territorio. "Non ci sono più le Apt - ricorda Martorella - ora la promozione la fanno associazioni e comuni. Ma non si può andare avanti ognuno per conto suo, occorre una pianificazione territoriale».

Giungla di tariffe. Le difformità di tariffe tra comuni vicini nel giro di 30 km già genera problemi e disagi fra gli operatori stessi. Strutture simili e confinanti che chiedono un euro o due euro e mezzo a notte ad un turista che rischia lo spaesamento e non comprende la differenza a parità di servizio. Chiste, nel rilanciare una strategia di promozione "che coinvolga tutti gli operatori", chiede anche che i proventi di questa imposta siano effettivamente investiti per un rilancio e la valorizzazione del settore.

Burocrazia e proposte. Simone Ferri Graziani ( Coldiretti) , evidenzia anche un altro aspetto che grava sugli operatori : l'eccessiva burocratizzazione. «Molte delle nostre strutture agrituristiche non sono attrezzate con computer o software e devono compilare a mano le ricevute da esibire al comune interessato». Ferri Graziani concorda sul quadro di crisi generale del comparto che investe anche gli agriturismi con "un forte calo delle prenotazioni" ed invita a riflettere sulla necessità di vedere la Basa Val di Cecina come un comune unico. Anna Landini, presidente Confesercenti, lancia un messaggio ai sindaci. «Auspichiamo che si riprenda il filo di questo coordinamento per ricostruire un percorso comune per i prossimi anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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