Italia
«Riorganizzare l’intensità di cura in base all’utenza»
Intensità di cure, intervengo Maria Grazia Angeli e Lucia Castellacci del coordinamento del Pdl provinciale. «Al momento del varo della riforma - scrivono - il programma non aveva incontrato
CECINA. Intensità di cure, intervengo Maria Grazia Angeli e Lucia Castellacci del coordinamento del Pdl provinciale. «Al momento del varo della riforma - scrivono - il programma non aveva incontrato opposizioni da parte della maggioranza; il Pdl, invece, aveva messo in guardia rispetto al rischio di riduzione di servizi e peggioramento della qualità dell'assistenza. Vero è che, comunque, dove ben organizzato e preparato, il sistema per intensità di cure ha dimostrato di produrre risultati lusinghieri (es.: Asl di Pontedera, alcuni ospedali della Lombardia)».
Quelle che serve, per il Pdl, è «un riordino idoneo alle esigenze del nostro territorio (bacino di grande utenza, che, in estate, viene a triplicarsi), senza strumentalizzazioni o tentazioni demagogiche». E ancora: «La correttezza del nostro percorso ci ha dato la possibilità di attivarci con autorità e dirigenza, al fine di ottenere il miglior risultato per la nostra sanità ed il nostro ospedale, nel rispetto delle primarie esigenze dei cittadini, senza il facile e retorico aiuto di promesse illusorie o pericolosi allarmismi, ma con l'obiettivo di vigilare che il cambiamento sia tale e non si riduca a semplice e progressivo impoverimento. Sappiamo, infatti, che la Bassa Val di Cecina dispone di entrate ogni anno minori - che inducono a "tagli"- mentre crescono le "fughe", ma, se si comprimerà il territorio, aumenterà la domanda rispetto al nostro ospedale, con conseguente indebolimento e rischio commissariamento per il 2013. In tal senso, il ruolo svolto dalle Società della Salute di erogare prestazioni, di fatto, si è rivelato poco soddisfacente» e i risultati «scarsi».
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