Gioco
«Tirrenica penalizzante per le nostre aziende»
Le accuse di Confesercenti che tira in ballo il silenzio dei sindaci dei nostri comuni Nel mirino pedaggio, lotto zero e viabilità alternativa ritenuta insufficiente
ROSIGNANO. La Confesercenti provinciale definisce «assordante il silenzio che in quest'ultimo periodo si leva dalle amministrazioni locali, dalla Provincia e della Regione» sulla Tirrenica e ribadisce che "c'è un'intera provincia, quella di Livorno, che, con tutta la sua economia ed il suo sistema di imprese, rischia di essere stravolta da un nuovo sistema di viabilità che porterà altre spese e diminuirà i vantaggi».
Come sindacato della piccola e media impresa del commercio, del turismo e dei servizi, la Confesercenti ricorda di aver sempre sostenuto «la necessità di realizzare un'infrastruttura, quale quella che dovrebbe essere il completamento dell'autostrada Tirrenica, che rappresenta uno dei volani di sviluppo della provincia, penalizzata fino ad ora da una viabilità ai limiti della decenza". In più occasioni abbiamo quindi sostenuto la necessità del completamento della A12».
Una infrastruttura necessaria "ma con alcune certezze imprescindibili, come il completamento del "lotto zero" che permetterebbe di risolvere sia i problemi atavici di collegamento fra Livorno città ed il resto della Provincia", potrebbe dare risposte ai residenti di Quercianella nonché salvaguardare e valorizzare la costa ed il suo panorama.
Altro punto: «la gratuità ai residenti della provincia dell'utilizzo dell'A12»; residenti che «sarebbero praticamente obbligati a percorrere l'autostrada venendo a mancare una funzionale rete stradale alternativa».
Collegato a questo tema «abbiamo sottolineato - continua Confesercenti - come dovessero essere mantenute tutte le complanari necessarie a rendere facilmente accessibile tutto il territorio, evitando inutili e pericolosi sovraffollamenti della vecchia Aurelia, assolutamente inadeguata a ricevere i flussi di traffico in uscita dall'Autostrada».
La Confesercenti esprime preoccupazione "rispetto al fatto di collegare la fattibilità del progetto per la 398 in Val di Cornia alla realizzazione dell'Autostrada" ritenendo che questo sia un aspetto che dovrebbe essere «trattato in modo separato, mettendo al riparo i cittadini e le imprese locali dal rischio di un ricatto che potrebbe portare oltre al danno anche la beffa». E aggiunge: «Non è certo improbabile che, alla fine, si realizzi l'Autostrada a pedaggio, con gravi danni a carico del sistema economico locale». All'inizio del confronto questi impegni «erano stati messi nero su bianco da Sat, Governo, Regione, Provincia e comuni" ma nelle fasi successive "senza alcuna spiegazione sono stati cancellati come con un colpo di spugna».
L'associazione ritiene «che non si possa mettere a repentaglio l'economia di un territorio, penalizzando i cittadini residenti e soprattutto le imprese: altro che infrastruttura per lo sviluppo, la trasformazione della variante in autostrada con il relativo pedaggio potrebbero mettere in difficoltà moltissime aziende e dunque famiglie. Basti pensare agli ambulanti».
La Confesercenti ritiene di dover "stimolare una più seria e determinata presa di posizione dei nostri amministratori locali, sostenendoli in una battaglia a garanzia del diritto legittimo per la nostra provincia ad avere un efficace sistema di comunicazione".
Alessandra Bernardeschi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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