Attenzione
Tinti: mi dimetto dal coordinamento
Il sindaco di Castagneto polemico con i colleghi di Cecina e Bibbona sull’entità e la durata della tassa di soggiorno
CASTAGNETO. Terremoto tassa di soggiorno. Davanti alla modifica dei tempi di applicazione e alla tariffazione non univoca dei vari comuni il sindaco di Castagneto Fabio Tinti, in qualità di coordinatore dei sindaci della Bassa Val di Cecina, non ci sta.
«Mi dimetto dalla mia carica – scrive nel comunicato – avevamo portato avanti un lavoro comune in cui tutti ci impegnavamo a rispettare un’unità d’intenti e di fatti. Questo non è successo, ognuno decide in autonomia e il mio ruolo non ha più senso. Sono molto amareggiato e questo mi convince ancor più a rivolgere le mie attenzioni e le miei energie altrove».
A scatenare il moto di stizza di Tinti le decisioni di Cecina (in corso di regolamentazione), rese note nelle ultime ore e la precedente normativa, avviata nel comune di Bibbona, che presentano ambedue decisioni non conformi a Castagneto e Rosignano. Tariffe più basse e durata minore, anche solo a tre mesi per Cecina.
Era già bufera nei giorni scorsi da parte delle associazioni di categoria che lamentavano certe difformità. E la preoccupazione sta emergendo in tutto il territorio facendo discutere tutti i diretti interessati: amministratori, associazioni di categoria e titolari di attività commerciali e turistico-ricettive.
La replica è arrivata infatti subito dalle categorie e dagli albergatori proprio contro i sindaci del coordinamento perché hanno totalmente disatteso tutte le decisioni preventivamente concordate. Il “contributo turistico”, come amano definirlo le amministrazioni, doveva essere omogeneo per tutto il territorio provinciale livornese. Già gli operatori non erano per niente d’accordo sull’applicazione e hanno lottato per mesi con le unghie e con i denti, ma adesso si sentono proprio presi in giro. Così si andrà a scatenare una guerra tra i vari comuni limitrofi, perché seppure per 0,50 cent o 1 euro di differenza pro capite si andrà a privilegiare la struttura del comune più conveniente. In tempi in cui la crisi morde e fa male. Un vero danno, non solo per il ruolo del coordinamento che non è riuscito a far rispettare l’unicità di comportamento ma anche e soprattutto per le varie attività sparse nel litorale che dovranno spiegare ai singoli clienti come mai a Castagneto si pagano 2 euro per l’hotel a 4 stelle e a Cecina solo 1 euro. Un guaio che ha messo in crisi il sindaco di Castagneto tanto da indurlo a dimettersi.
«Si è frammentato il fronte – scrive Tinti nella nota - non solo sul periodo di applicazione, ma vedo anche che si sta frammentando sulla tariffa. Pur comprendendo tutte le ragioni di natura locale, non la ritengo un’operazione vincente, quantomeno per dare un messaggio unitario, ma altresì rischia di creare elementi di competizione, oggi non auspicabili».
Una situazione confusa e difficile quella in cui versano le amministrazioni singole che non hanno saputo rispondere a una direttiva generale, preferendo, ancora una volta, non “fare sistema” termine tanto abusato dagli stessi ma mai realmente attuato. E adesso che succederà? In attesa della regolamentazione definitiva di Cecina, prevista per domani, si attendono gli esiti di un processo in corso da mesie ancora in alto mare.
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