Finanza
Imu, stangata sulle seconde case sfitte
Pagheranno il massimo (10,6 per mille). Aliquota base per la prima casa, supertassate le aree fabbricabili
CECINA. Anche Cecina ha sciolto le riserve. Riserve legate - spiega Stefano Benedetti - ad una «situazione di grande incertezza derivante dall’assegnazione delle risorse» che hanno obbligato l’amministrazione comunale a congelare i conti e ad evitare manovre affrettate. Oggi, tuttavia, le scelte sono state fatte e - salvo imprevisti - nella seconda metà di giugno anche Cecina porterà il bilancio in approvazione. La novità che peserà, più di tutti, sul bilancio è l’introduzione dell’Imu, l’imposta municipale sugli immobili che - così come è stata concepita - di municipale ha davvero poco. Cecina ha deciso di tassare con l’aliquota più alta le seconde case sfitte.
Ha invece stabilito di mantenere l’aliquota di base al 4 per mille per i proprietari della prima abitazione. «Dalle stime che abbiamo fatto con gli ufficio - dice il sindaco - l’Imu sulla prima casa dovrebbe avere un’incidenza sui cittadini pari, se non in alcuni casi inferiore, alla vecchia Ici». Di fronte al drastico taglio dei trasferimenti e soprattutto alle previsioni del governo che ha stabilito che Cecina dall’Imu prima casa introitasse circa 8 milioni (quando gli uffici ne hanno stimati 6,4), l’amministrazione cecinese come quelle di altri comuni si è dovuta attivare cercando di reperire soldi in cassa. Ed è stato scelto «di far pagare di più - spiega Benedetti - coloro i quali possono, anche se con fatica, tollerare una maggior imposizione». La scelta è caduta sulle seconde case il cui numero - tuttavia , ricorda Benedetti - «è inferiore a quello di comuni anche a noi vicini». Alle seconde case sfitte sarà applicata l’aliquota massima, il 10,6. «Abbiamo un’aliquota più bassa, invece, per le seconde case affittate», ricorda il sindaco. Qui si è fissato il 7,6. Percentuale che scende ancora trattandosi di abitazioni destinatae ad affitto concordato (quindi con prezzi calmierati). I titolari di questi appartamenti si vedranno applicata un Imu al 4,6 per mille. Subiranno una forte imposizione contributiva, invece, le aree fabbricabili la cui aliquota sarà al 10,6 (massimo). Sugli immobili destinati alle attività produttive, tuttavia, è stata fatta una scelta.
«Per chi esercità attività in fondi di proprietà - afferma il sindaco - applicheremo un’aliquota base. Laddove c’è una rendita derivante per esempio dal canone d’affitto del fondo l0Imu sarà all’8,6». Queste aliquote devono essere approvate, ma la scelta è stata fatta. In un clima di pesante incertezza, dicevamo. Perché se il gettito di giugno non sarà quello previsto dal governo c’è da immaginare che da Roma si alzino di nuovo i tetti.
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