Il Tirreno

«Alla seconda scossa sono fuggita in strada»

di Alessandro Bientinesi
«Alla seconda scossa sono fuggita in strada»

Una cecinese che vive in provincia di Modena racconta il grande spavento del terremoto

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CECINA. «Ero appena rientrata a casa e mi stavo preparando per andare a dormire quando, intorno all'una, ho avvertito la prima scossa di terremoto. Non è stata fortissima ed è durata pochi secondi, per questo mi sono messa a letto». Un'altra scossa, questa volta molto più potente, tre ore più tardi quel letto l'ha iniziato a spostare da una parte all'altra della stanza. Erika Paternostro, ingegnere cecinese di 28 anni che da uno vive e lavora a Mirandola, piccolo centro in provincia di Modena (meno di dieci chilometri dall'epicentro del terremoto di sabato notte), a quel punto si sveglia spaventata. «Un brutto risveglio, con gli sportelli e le ante dell'armadio che hanno iniziato a sbattere e il letto che si è spostato di dieci centimetri - spiega Erika - io vivo in una zona residenziale di recente costruzione e in una palazzina al primo piano ma la potenza dell'evento si è fatta sentire. Mi sono messa la giacca, ho preso il telefono e ancora in pigiama sono scesa in strada».

Erika è la prima a correre in strada e, dopo un blackout iniziale, riesce a contattare e rassicurare i familiari, ancora all'oscuro dell'evento, a Cecina. «L'appartamento dove vivo non ha subìto danni ma al mattino ho deciso di andare a fare un giro nei paesi vicini per verificare i danni - racconta ancora la ragazza - solo a quel punto mi sono resa conto della portata dell'evento. Il centro storico di Mirandola è stato profondamente danneggiato, con la chiesa e il duomo quasi completamente crollati. Le zone più colpite però sono state quelle industriali, il cuore pulsante dell'economia di questo territorio». Anche la Sorin, multinazionale che produce e vende impianti e apparecchi medicali per la quale lavora la ragazza, è danneggiata. «Nell'azienda lavorano quasi 800 persone tra operai e impiegati - spiega ancora Erika Paternostro - ci sono dei danni e al momento l'azienda è ferma. Fortunatamente però i danni alle persone sono stati limitati perché il terremoto c'è stato nella nottata di sabato. Se l'evento si fosse verificato in orario lavorativo il numero dei morti sarebbe stato sicuramente superiore». Non a caso a Sant'Agostino, trenta chilometri dal luogo di lavoro della cecinese, sono morti per il crollo di un capannone tre operai che stavano lavorando nel turno di notte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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