Il Tirreno

L’INTERVISTA

Puccini: «Anche noi professionisti lavoriamo meno»

di Rino Bucci

CECINA. La crisi del comparto immobiliare colpisce anche i liberi professionisti. Sono oltre 650 i geometri iscritti al collegio della provincia di Livorno. La maggior parte di loro lavora grazie...

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CECINA. La crisi del comparto immobiliare colpisce anche i liberi professionisti. Sono oltre 650 i geometri iscritti al collegio della provincia di Livorno. La maggior parte di loro lavora grazie alle commesse dei privati.

A commentare il trend negativo, di questi mesi, è il presidente dell'associazione, Fabrizio Puccini.

«Contrazione del volume degli affari? - dice il professionista - certo che c'è. È inutile negarlo. Da oltre un anno, sulla scia della crisi economica stiamo lavorando molto meno».

E i piani casa varati dalle amministrazioni per snellire gli iter burocratici e favorire l'iniziativa privata? «In alcuni casi hanno funzionato - dice - in altri non sono serviti a molto. Va però detto che in molti Comuni ci sono già dei regolamenti che consentono una certa flessibilità, in altri siamo ancora più indietro. Il problema piuttosto è un altro: il privato non si rivolge più molto al professionista».

Oggi, si preferisce il fai da te. O, per capirsi meglio, il massimo risparmio sugli investimenti. E in alcuni casi, tra le voci da cancellare sul taccuino, prima di iniziare un lavoro, compare anche quella del professionista. Può essere sacrificato.

«Restano però delle sacche, dei luoghi in cui si riesce ancora a lavorare bene rispetto ad altri - dice Puccini - un esempio è la differenza tra campagna e città. In media, abbiamo molto più lavoro in campagna dove le famiglie ci chiedono ancora di rifare il bagno o di risistemare il casolare che in città. Nei grandi centri, al momento, si lavora meno e siamo più in difficoltà».

Ma il peggio dovrà ancora arrivare.

«Parliamo tanto di crisi e di contrazioni degli affari - dice il geometra - ma per adesso non abbiamo visto e pagato nulla. L'unico vero grande peso l'abbiamo sentito con il rincaro della benzina. Le valutazioni più attente, invece, andranno fatte quando ci toccherà sborsare le prime rate dell'Imu e degli altri provvedimenti della manovra lacrime e sangue. A quel punto sarà davvero possibile valutare con certezza qual è l'impatto di questa crisi economica anche sul nostro settore».

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