Sicurezza
L’allarme dell’Asppi «C’è chi vende per pagarsi i mutui»
Un’indagine dell’associazione dei piccoli proprietari Grassi: «Si ipoteca fino quasi al 50% del proprio immobile»
CECINA. «A Cecina e a Rosignano, ma anche a Piombino e Livorno, la casa già di proprietà serve almeno per ottenere il mutuo e per avere un po' di liquidità familiare ». A denunciare questo percorso “al rovescio”, sintomatico della crisi in cui versa l’economia locale, è Sirio Grassi, architetto e presidente dell’associazione dei piccoli proprietari d’immobili (Asppi). «Viene ipotecata la seconda casa - dice Grassi - fino al suo 70-75% ma anche il 48% della propria abitazione . Ormai anche nella nostra provincia sta diventando una tipologia di finanziamento».
Il bene mattone, in momenti di recessione, può rappresentare un’ancora di salvezza. «A darne ulteriore conferma - dice Grassi - è la nostra indagine protratta per tutto il 2011 ed il primo mese del 2012 - gennaio - indagine minuziosa condotta da tutte le nostre sedi locali e che ha esaminato l'andamento di 1.436 ipotesi di richiesta e relativi preventivi di mutuo compilati dai nostri associati».
Nello specifico, la richiesta media per questo tipo di finanziamento è di 116 mila euro, pari al 48% del valore dell'immobile che si intende ipotecare. In media, gli utenti dichiarano di voler rimborsare la cifra in 20 anni, mentre il tasso variabile appare più gettonato del tasso fisso: le richieste di mutuo variabile sono il 45% del totale, contro il 40% dei mutui a tasso fisso. L'età media al momento della richiesta è di 40 anni».(a.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
