Finanza
Sel: «L’ex Casa del fascio cade a pezzi ed è pericolosa»
VADA. «Si fermi il degrado e il pericolo crea l'attuale stato dell'ex Casa del fascio a Vada». È questa, in sintesi, l'interpellanza proposta da Nerina Monti - consigliere comunale di Sel - e che...
VADA. «Si fermi il degrado e il pericolo crea l'attuale stato dell'ex Casa del fascio a Vada». È questa, in sintesi, l'interpellanza proposta da Nerina Monti - consigliere comunale di Sel - e che sarà discussa nel consiglio comunale di mercoledì prossimo. «L'annosa questione della ex Casa del fascio di Vada - ricorda Monti - vide nel 2009 interrotta, per mano della Curia, la trattativa tra il Comune di Rosignano e la Curia stessa per la sua acquisizione al fine di riqualificarla e farne un centro polivalente. Per questa operazione lo stesso Comune aveva previsto uno stanziamento di 300mila euro e questo quando mancavano solo le firme dal notaio».
Monti prosegue. «La motivazione del no della Curia a quell’operazione era legata al mantenimento della struttura per poi riqualificarla per un uso proprio». Ma di questo intento se ne sono perse le tracce e oggi l'edificio versa in uno stato di abbandono e di precarietà strutturale, «offrendo - continua l’esponente locale di Sel - uno spettacolo indecoroso per lo stesso paese, senza contare lo stato di insicurezza e pericolosità per i cittadini. Infatti, a fronte di elementi di degrado rappresentati dalle precarie condizioni delle sporgenze del tetto e del terrazzo in evidente stato di decomposizione, le transenne a suo tempo poste perimetralmente alla struttura sono state divelte e in parte rimosse, rendendo possibile il contatto con la struttura stessa con conseguente pericolo per le persone visto che si trova a stretto contatto con il parco giochi frequentatissimo da mamme e bambini».
A fronte di tutto questo Monti chiede alla giunta-Franchi «quale sia lo stato dell'arte e se siano stati presentati dalla Curia progetti di ristrutturazione e di destinazione d'uso». Inoltre Sel chiede «quali iniziative intende intraprendere il sindaco Franchi come responsabile della salute dei cittadini per eliminare questa concreta fonte di rischio per i cittadini stessi». E poi: «se esiste e come venga applicata un’ordinanza relativa alla pericolosità dell'oggetto; chi sia il responsabile di eventuali danni a persone; per quanto tempo la piazza di Vada dovrà sopportare questo degradante spettacolo; ed ultimo, se per l'edificio è previsto, visto che non trattasi di luogo di culto, il pagamento dell'Imu».
Un argomento, quello del pessimo stato dell’ex Casa del fascio, che sta a cuore un po’ a tutta la cittadinanza vadese, come dimostrano i numerosi solleciti sul caso prima del Consiglio di frazione e poi dell’odierno Coordinamento di frazione.
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