La manifestazione
«Non c’è soltanto la Targa Cecina»
Le associazioni marinesi chiedono più considerazione ed equità nell’erogazione dei contributi
CECINA. «I contributi alle associazioni andrebbero pesati un po' meglio. Serve più attenzione, anche perché siamo in tanti a meritare considerazione per ciò che facciamo».
A parlare sono Andrea Bacci (presidente Ccn di Marina) e Niccolò D'Andrea (presidente Associazione marinese). Parlano, perché a loro non è piaciuto leggere che, nel giro di due anni (dal 2009 al 2010), la Targa Cecina ha percepito dal Comune - tra contributi e voci di bilancio ad hoc - più di 120mila euro.
«La nostra associazione - spiega Andrea Bacci - è nata nel 2009. Ogni anno percepisce dall'amministrazione comunale diecimila euro (la stessa cifra che va al Ccn del centro, ndr). Non punto il dito contro la Targa, contro Lido Franconi o Susanna Pecchia. Anzi, spero che continuino a lavorare bene come hanno fatto fino a oggi».
Si chiede piuttosto più attenzione da parte del Comune. «Anche perché - continua Bacci - in questi anni non ci siamo occupati solo di spettacoli ma anche di riqualificare gran parte del territorio, tra fioriere e cartelli. Ce la mettiamo tutta, ma con 10mila euro l'anno è davvero dura. Solo la luminaria di questo Natale ci è costata 18mila euro».
E poi, un sassolino fuori dalle scarpe: «Vengono erogate certe cifre agli altri - dice Bacci - e poi a noi, per un evento per i 150 anni dall'Unità d’Italia, organizzato l'anno scorso e dove c'erano 300 persone compresi gli attori, dobbiamo ancora percepire il compenso che ci spetta dall'assessorato alla cultura».
Parla anche il presidente dell'Associazione marinese, Niccolò D'Andrea: «Di solito le nostre associazioni preferiscono non aprire dibattiti inutili sul come e sul chi far gestire le risorse pubbliche del Comune. In questo caso però è necessario sottolineare come sia evidente la discrepanza che c'è tra le risorse affidate alla Targa Cecina e alle altre realtà che si battono, proprio come la Targa, per organizzare eventi o comunque per qualcosa che riporti il nostro territorio a essere protagonista nel comparto turistico della costa. Le nostre associazioni lavorano per la maggior parte grazie all'autofinanziamento dei negozianti cercando di recuperare anche gli arredi e la pulizia delle strade, cosa che compete all'amministrazione».
Al di là delle polemiche le associazioni si dicono pronte a continuare a lavorare come hanno sempre fatto. «Il progetto di rinascita della frazione marinese - dice D'Andrea - rimane comunque vivo anche con il minimo aiuto economico da parte del Comune».
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