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Bibbona, polemica sul caso campeggi

Bibbona, polemica sul caso campeggi

BIBBONA. Nervi tesi in consiglio comunale a Bibbona. All'ordine del giorno la "questione campeggi". Il rischio? Stagione che salta per tre dei campeggi che si trovano in zona pinetata: Casa di Caccia,...

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BIBBONA. Nervi tesi in consiglio comunale a Bibbona. All'ordine del giorno la "questione campeggi". Il rischio? Stagione che salta per tre dei campeggi che si trovano in zona pinetata: Casa di Caccia, Esperidi e Capannino. E' stata infatti votata dalla maggioranza l'interpretazione delle schede normative relative ai campeggi sovrascritti, come "aree di pianura di protezione territoriale", sancite dal regolamento urbanistico. Contrari i gruppi consiliari L'altra Bibbona, L'alternativa e Bibbona Migliore che si sono astenuti.

«Questo tipo di soluzione non è legale - commenta Mario Caciagli. Si è estesa la possibilità di regolarizzare entro il 2013 mentre il contratto di convenzione risale al 1997. Anche l'Accademia della Crusca si è espressa dicendo che dai documenti originali non c'è nessuna necessità di integrazione interpretativa. I fatti sono che come stavano le cose la stagione in questi campeggi non poteva partire e allora gli amministratori sono corsi ai ripari. Noi siamo d'accordo con la riapertura, ad ausilio dei lavoratori impiegati, ma questa strada non è percorribile, è una farsa completa. Tre mesi fa avevamo proposto una mozione a tutela dei lavoratori impiegati nei campeggi ed è stata strumentalizzata per giungere ad oggi, alla svolta con questa interpretazione autentica». Facendo qualche passo indietro, i campeggi, a partire dal 1997 secondo il vecchio regolamento, avrebbero dovuto pagare un tot al metro quadro (monetizzazione delle aree) che andava moltiplicato per il numero delle piazzole, a sua volta maggiorato al 20% . Da allora niente più. La modifica del nuovo regolamento urbanistico ha optato una riduzione di prezzo.

«Si è provveduto - spiega Caciagli nella nota letta in consiglio comunale - ad una riduzione di oltre il 60% per la monetizzazione delle aree ma a favore dei proprietari dei campeggi, ai quali, inoltre, è stato concessa, in alternativa, l'opportunità di cedere altri terreni in altre zone. E' inconcepibile infine che si voglia "interpretare in maniera autentica" quanto è già chiaro. Visto che l'amministrazione aveva il dovere di incassare gli oneri di urbanizzazione, secondo contratto , e non lo ha fatto appare ancora più improbabile che lo facciano in futuro. Già gli stessi campeggi avrebbero dovuto realizzare delle infrastrutture in convenzione. Perché non sono stati rispettati certi obblighi a vantaggio di tutti i cittadini del comune?"(d.v.)

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