Sicurezza
«E alla fine lo abbiamo visto: il lupo»
Due operai forestali del Comune raccontano l’emozionante incontro ravvicinato nella macchia della Magona
BIBBONA. «Stavo mangiando una mela quando ho visto quel lupo sbucare dalla strada a non più di trenta metri da dove ero io. Si è avvicinato ma non mi ha visto perché ero seduto sul pianale del furgone. Poi è tornato indietro, con il mio collega lo abbiamo seguito cercando di non farci sentire ma dopo poco è sparito di nuovo nella macchia».
Marco Caroti da vent'anni lavora come operaio forestale del Comune nella macchia della Magona di Bibbona. Ma, nonostante negli ultimi tempi di tracce dei lupi ne avesse notate molte, mai ne aveva incontrato uno. L'avvistamento risale a giovedì scorso, quando Caroti stava lavorando in località Mulino vecchio, non più di cinquecento metri dall'ingresso della Magona.
«Erano circa le 10.30 del mattino e il mio collega Simone Pierini si era leggermente allontanato dal furgone - spiega - io mi ero seduto sul pianale per fare una breve pausa quando, in fondo alla curva che si addentra nella macchia, ho visto scendere molto lentamente un animale. Sembrava un cane ma, guardando meglio, mi sono accorto che si trattava di un lupo adulto. Non mi ha visto e sentito e si è avvicinato fino a una trentina di metri da dove ero io. Ha annusato un piccolo attraversamento di un fosso e poi, con la stessa lentezza con la quale si è avvicinato, il lupo è tornato indietro». Non rientrando, però, subito nell'intricato reticolo di alberi e arbusti ma proseguendo con calma lungo la strada principale, non più di tre chilometri in linea d'aria dal centro storico di Bibbona.
«Quando sono tornato al mezzo - dice l'operaio forestale Simone Pierini - Marco mi ha detto di aver avvistato un lupo. A quel punto abbiamo deciso di risalire la strada per vedere se il lupo era sempre nei paraggi. E dopo aver girato la curva lo abbiamo visto a pochi metri da noi. A un certo punto si è voltato e ci siamo abbassati per non farci vedere, subito dopo dalla strada è rientrato nella macchia ed è sparito». Questo esemplare solitario potrebbe essere lo stesso avvistato a novembre, mentre una coppia di lupi fu vista da alcuni turisti poche settimane prima. Un evento eccezionale che dimostra come, negli ultimi anni, il numero di prede selvatiche delle quali il lupo si ciba sia nettamente aumentato nella nostra zona. In particolare sono cresciuti i cinghiali e i caprioli e queste prede selvatiche, più di quelle domestiche come le pecore, possono spiegare questa presenza, ora così ravvicinata, nella macchia bibbonese.
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