Attenzione
Bere, i dati del Liceo Fermi per il 14% è un divertimento
CECINA. Si è concluso il lungo lavoro di indagine e di ricerca compiuto dai ragazzi del Liceo "E. Fermi" di Cecina sul tema dell'uso di alcool nei giovani.Il progetto, articolato in attività di stage,...
CECINA. Si è concluso il lungo lavoro di indagine e di ricerca compiuto dai ragazzi del Liceo "E. Fermi" di Cecina sul tema dell'uso di alcool nei giovani.Il progetto, articolato in attività di stage, di approfondimento e di laboratorio di ricerca, ha permesso agli studenti di raccogliere, elaborare ed interpretare la situazione sociale circostante. L'incontro pubblico, a conclusione del progetto, è stato aperto dal dirigente scolastico Grazia Rocchi e dal presidente del Consiglio d’istituto Gabriele Bibbiani cui è seguita la relazione articolata degli studenti del Fermi. Le riflessioni di Maria Cercignani, assistente sociale dell’Asl 6, hanno permesso di meglio inquadrare il problema ben focalizzato dal professor Dario Bottazzoli, coordinatore del progetto.
Un divertimento per il 14%. Partner del Fermi sono stati il Laboratorio di ecologia sociale di Cecina e l'Acat Bassa Val di Cecina.
Partendo da un questionario realizzato ad hoc, distribuito a ragazzi di età compresa tra i 16 e i 21 anni (16,10% maschi e 83,90% femmine), elaborando i dati raccolti in grafici, è emerso che per oltre la metà del campione l'alcool è considerato un divertimento e per il 14%, erroneamente, un alimento; solo il 31% pensa che sia una droga, come in effetti è considerato dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Andando avanti nella lettura dei dati si apprende che oltre il 35% degli intervistati afferma che l'alcool serve per affrontare meglio le situazioni e per facilitarsi la vita; il 25% ritiene che l'assunzione di alcool non crei problemi alla guida dei veicoli.
La birra la preferita.Ma cosa bevono i ragazzi? Se pensavamo alla birra c'abbiamo azzeccato (il 26%), anche se vino e super alcolici sono ben rappresentati (rispettivamente il 18 e il 19%).E gli astemi? Esistono ancora? Sì, ma sono solo il 32,8% del campione, mentre oltre il 60% dei giovani si è ubriacato almeno una volta.
Il 33% predisposti all’alcol. Il test Cage, strumento diagnostico di grande impiego a livello internazionale, somministrato ai ragazzi al termine del questionario, ha rafforzato le preoccupazioni derivanti dalla ricerca: il 33,4% dei giovani (un terzo del totale) risulta predisposto a problemi legati all'uso di alcool.L'indagine locale rispecchia purtroppo la situazione italiana; infatti più del 70% della popolazione maggiorenne assume alcool, ma già dagli 11 anni di età si inizia a bere sostanze alcoliche, con evidenti responsabilità nell'ambito familiare.Preoccupante, sul fronte dei possibili danni correlati, la diffusa mancanza di percezione del rischio che è poi causa anche della maggior parte delle stragi del sabato sera.Inquietante, sul fronte dei rapporti sociali, la rilevazione dell'insicurezza e del senso di vuoto che pervadono i nostri ragazzi.
Le conclusioni sono state affidate a Franco Baldo, autore del libro "I ragazzi dalla collana di lamiera", che ha invitato i ragazzi a più approfondite analisi e riflessioni.(g.b.)
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