Il Tirreno

L’allarme: «Imu più bassa sui nostri fondi occupati»

di Alessandra Bernardeschi
L’allarme: «Imu più bassa sui nostri fondi occupati»

Confesercenti preoccupata lancia un appello alle amministrazioni comunali «Evitare i salassi su un settore in difficoltà, aumenti per quelli sfitti»

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ROSIGNANO. Aumentare l'aliquota Imu per i fondi commerciali sfitti ma abbassarla per quelli occupati da imprenditori che in quei fondi lavorano.

A chiederlo a tutti i comuni è la Confesercenti della Bassa val di Cecina preoccupati per la sopravvivenza delle piccole imprese. Un grido di allarme che giunge in un momento di particolare crisi che non risparmia neppure il settore del commercio.

«Siamo ormai a maggio inoltrato - dice Gabriele Biondi presidente della Confesercenti bassa val di Cecina - e gran parte dei comuni anche nella nostra Provincia non hanno ancora approvato i bilanci preventivi; proprio in questi giorni, nei comuni , si lavora per definire la manovra che, seppur per cause in gran parte non imputabili alle amministrazioni comunali, avrà certamente, per la sua pesantezza, riflessi molto negativi sul ciclo economico complessivo». La preoccupazione è soprattutto rivolta all' applicazione dell' Imu.

«Purtroppo stiamo verificando - continua Biondi - che la tendenza, nella maggioranza dei casi, è quella di applicare sui fondi commerciali un' aliquota perlomeno doppia rispetto a quella per la prima casa; questo stato di cose ci fa temere per la sopravvivenza di tante piccole imprese anche della nostra città che già prostrate dalla crisi, con questo nuovo e pesante tributo rischiano di non arrivare alla fine dell' anno, aggiungendosi al già lungo elenco di fallimenti e cessazioni che di mese in mese si fa drammaticamente sempre più lungo».

Secondo Confesercenti «sta passando una concezione per la quale se un piccolo imprenditore è riuscito ad acquistare il fondo, o un laboratorio dove esercita magari dopo anni di faticosi risparmi, diventa automaticamente un Paperon dei Paperoni da tassare. Ma la realtà non è questa. Come Confesercenti riteniamo che la realtà della piccola impresa è ben altra ed è indispensabile che le Istituzioni competenti ne prendano atto, evitando di portare le aliquote Imu ai massimi».

Meglio allora «incrementare l'aliquota da applicare ai fondi commerciali sfitti perché i proprietari insistono a mantenere la richiesta d' affitto su valori al di sopra del mercato, piuttosto che affittarli».

La Confesercenti continua nella sua analisi: «Questa misura potrebbe avere un effetto anticiclico sul livello generale dei canoni commerciali, altrimenti sottoposti ad un' altra imminente impennata».

In pratica «chiediamo - conclude Biondi - anche ai Comuni della Bassa Val di Cecina che, pur nelle comprensibili difficoltà e nei limiti del possibile, si operino scelte al fine di segnalare la volontà politica di proteggere il lavoro e la produzione rispetto alla semplice rendita»

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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