Sicurezza
Un’auto pirata causò quell’incidente
Al Paratino il 14 dicembre c’era una seconda macchina, poi scomparsa. La Procura sta per chiudere le indagini
CECINA. C'era una seconda auto. Un'auto pirata. Lo si mormora da tempo, ne è ormai convinta anche la Procura dopo gli ulteriori accertamenti disposti dal sostituto Fiorenza Marrara. Il pm sta per chiudere l'indagine sull'incidente avvenuto al Paratino cinque mesi fa, il 14 dicembre, nel quale un ragazzino di 17 anni finì in coma. Da allora il giovane, studente e calciatore conosciutissimo, non si è ancora svegliato. Ora è ricoverato a Volterra. I suoi amici continuano a organizzare iniziative dedicate a lui e a riempire la sua bacheca facebook nella speranza che arrivi la sospirata notizia del suo risveglio, del suo ritorno alla vita.
Nel frattempo si indaga.
L’incidente, la cui dinamica non è stata mai chiara sin dall'inizio e sul quale un po’ tutti hanno alzato un muro di omertà, avvenne intorno alle 19 del 14 dicembre sulla strada che collega Cecina e Bibbona, vicino all'incrocio con via della Macchia. Il diciassettenne era con un suo amico, in sella ai loro scooter stavano rientrando da Bibbona.
Una Fiat Brava prese in pieno lo scooter che era dietro. L'amico, che era più avanti, disse di non essersi accorto di nulla e di aver sentito solo una gran botta. Lo scontro con l’auto fu frontale, violento. Il diciassettenne perse subito i sensi, fu ricoverato al pronto soccorso di Cecina e poi trasferito a Livorno.
Intervennero i vigili urbani che sentirono l'amico del ferito e il conducente della Brava, un uomo di 55 anni. Terminati gli accertamenti, il rapporto finì in Procura. Ma la famiglia non si fermò lì. I genitori firmarono una denuncia contro ignoti, chiedendo che fosse fatta piena luce sull'accaduto. In città prese a girare la voce di una seconda auto, condotta da una donna, peraltro molto conosciuta: questa seconda auto avrebbe causato l'incidente con un sorpasso azzardato e poi sarebbe scappata via, lasciando il ragazzo a terra e l'altro automobilista nei guai.
Al tempo i vigili urbani lo esclusero. La dottoressa Marrara, ricevuto l'esposto, dispose nuovi accertamenti per ricostruire la dinamica affidandosi stavolta ai carabinieri. Da allora le indagini hanno preso un nuovo corso indirizzandosi verso due auto, non solo la Brava.
Stando a quanto siamo riusciti ad apprendere, anche la conducente della seconda macchina sarebbe stata identificata e iscritta nel registro degli indagati. Sia lei che l'automobilista al volante della Fiat sarebbero stati sentiti dal magistrato, in procinto di chiudere l'indagine.
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