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Amianto alla materna: servono nuove indagini

Amianto alla materna: servono nuove indagini

ROSIGNANO. C’è bisogno di nuove indagini. Questo quanto emerso dalla riunione, molto partecipata sia da genitori che insegnanti, sul problema dell’amianto nella scuola materna comunale di Nibbiaia....

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ROSIGNANO. C’è bisogno di nuove indagini. Questo quanto emerso dalla riunione, molto partecipata sia da genitori che insegnanti, sul problema dell’amianto nella scuola materna comunale di Nibbiaia. All'incontro, avvenuto all'indomani dell'esposto in Procura da parte dei genitori associati in comitato all'Ona (Osservatorio nazionale amianto), hanno preso parte l’amministrazione comunale, rappresentanti Asl (Gronchi e Lombardi) e uno dei maggiori esperti di rischio oncologico da amianto, Stefano Silvestri, del Centro operativo regionale mesoteliomi della Toscana e consulente nazionale dell'Ispo (Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica).

Una riunione che in sostanza ha chiarito poco i dubbi e le risposte che i genitori si attendevano; nonostante Silvestri abbia rassicurato i presenti, prima facendo una lunga introduzione sull'incidenza di mesotelioma causato da amianto in generale, e poi, incalzato dalle domande dei genitori, entrando nello specifico. Silvestri ha presentato dati e statistiche epidemiologiche in riferimento «al tumore della pleura ovvero il mesotelioma, in quanto - afferma - è la malattia specifica dell'esposizione all'amianto». Anche se come sappiamo esiste una lunga lista di malattie asbesto-correlate. Le rassicurazioni si fondano sul fatto «che i casi riconosciuti di mesotelioma derivato da inalazione di amianto - afferma Silvestri - riguardano lavoratori che hanno inalato polveri di amianto usate per la coibentazione». Silvestri ha insistito molto anche sulle quantità. «Occorrono massicce dosi di amianto e respirate per periodi prolungati, per far insorgere la malattia». E ha aggiunto: «non credo che in questo senso i vostri figli corrano qualche rischio».

Delusione per i mancati risultati delle analisi (commissionate dal comune allo stesso laboratorio che ha svolto quelle nella terra) sulle zone remote degli ambienti interni della scuola, vale a dire posti dove difficilmente si spolvera come i cassoni degli avvolgibili o gli stipiti superiori delle porte. Prelievi fatti una ventina di giorni fa. Fatto che ha alimentato il clima di malcontento e sospetto nei genitori, insieme alle dichiarazioni di Silvestri al proposito: «Voglio verificare con precisione le modalità con le quali sono state svolte le analisi nella terra del giardino e ho fatto io stesso ulteriori prelievi negli ambienti interni che farò analizzare al Centro operativo regionale mesoteliomi; non escludo di far ripetere anche le analisi del terreno». Silvestri ha anche sollevato un aspetto finora ignorato nella vicenda e cioè che la presenza di amianto rilevata fino ad oggi nel giardino «possa non dipendere - afferma - dai resti di eternit presenti a causa di una rimozione mal eseguita del materiale avvenuta diversi anni fa, ma anche e forse soprattutto alla presenza su tutto il territorio circostante e anche nelle vicinanze della scuola di vialetti di pietra verde o come si dice da queste parti gabbriccio».

Fra gli aspetti che ha fatto innervosire i genitori c'è anche la mancata riconsegna dei sacchetti dove ogni bambino ha il proprio ricambio. «Se hanno prelevato banchi per portarli nella sede provvisoria - dice una mamma - perché non ci hanno restituito i sacchetti dei bambini?».

Chiara Castaldi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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