Lutto
Una nuova cantina per Casa di terra nel cuore di Bolgheri
L’azienda Frollani guarda al futuro con un investimento da 5 milioni rivolto al turismo internazionale
BOLGHERI. Guarda al futuro, con un investimento da 5 milioni di euro, Fattoria Casa di Terra, un’azienda giovane ma radicata sul territorio, guidata dai fratelli Giuliano e Gessica Frollani. 43 e 39 anni, Giuliano e Gessica sono la terza generazione del marchio di famiglia. Che intendono tramandare ai figli: ne ha 3 Giuliano, dai 14 ai 7 anni: Alessio, Gaja e Lavinia; e due Gessica: Allegra e Angelica di 8 e 4 anni. L’azienda fu fondata nel 1950 dai nonni degli attuali proprietari, arrivati dalle Marche.
Dagli ortaggi al vino Doc. I terreni, inizialmente coltivati a ortaggi, olio e vino, nel 1996 furono indirizzati sempre più a vigneto fino alla svolta definitiva, nel 2001, che ha trasformato l’attività di famiglia in un’azienda vitivinicola. Una sfida che a distanza di 16 anni si sta mostrando vincente. Alla faccia della crisi, infatti, i Frollani hanno iniziato la costruzione della nuova cantina, una struttura aperta, alla maniera americana, progettata dall’architetto Sergio Scienza, nipote del famoso Attilio, papà della zonazione che negli anni Novanta ha dato avvio alla Doc Bolgheri. Chiavi in mano la nuova struttura, che apre i battenti a pochi metri dal centro aziendale, nella zona delle Ferruggini, tra l’Aurelia e la via Bolgherese, costerà circa 5 milioni di euro.
Vino e turismo. «Il nostro obiettivo - dice Giuliano Frollani - è quello di puntare sempre di più sul binomio vino&turismo di qualità». Non a caso l’azienda, che si estende su circa 120 ettari di terreno, di cui 60 a vigneto (considerando anche le ultime vigne messe a dimora, quindi non ancora in produzione) comprende due strutture agrituristiche a Marina di Castagneto, Il Pelago e Conte Bonifazio acquistato di recente. I terreni coltivati a vigneto producono cinque etichette di vino Doc Bolgheri: tre rossi (Moreccio, Mosaico e il prima linea Maronea, Bolgheri superiore), un rosè (Allegra) e un bianco (Bolgheri Vermentino). Con l’obiettivo di passare dalle attuali 300mila a 500mila bottiglie all’anno.
Bolgheri chiama Cecina. L'azienda ha anche il controllo della tenuta Ladronaia a Cecina, acquistata nel 2003, dove produce vini Igt, due rossi (Lenaia e Poggio Querciolo) e un bianco vermentino (Terre di Lavinia). Mentre l’anno precedente, nel 2002, i Frollani hanno venduto un terreno con abitazione e vigneti agli Allegrini, quando dalla Valpolicella sono calati a Bolgheri. Quel terreno ora ospita la sede di Poggio al Tesoro.
Cantina open space. Solidità, ma anche sogno. Nella migliore tradizione dei vignaioli, la crescita di Casa di Terra infatti è stata graduale. Il passo successivo è affidato alla nuova cantina. Che guarda al turismo crocieristico internazionale. Ha un design poco invadente e un'architettura in acciaio e cemento, per consentire «una notevole quanto atipica permeabilità della luce naturale a vantaggio della qualità dell'ambiente di lavoro». Obiettivo dell'azienda è quello di creare una cantina aperta, «fortemente orientata all'accoglienza anche nei periodi critici come la vendemmia, una cantina flessibile perché intende adottare qualsiasi innovazione tecnica futura a miglioramento del prodotto, leggera per ridurre al minimo gli impatti sul territorio» sia in termine di richieste energetiche che di consumo di risorse.
La struttura si sviluppa su due livelli, per 7500 mq complessivi, ed affianca efficienti spazi per la produzione del vino a molteplici ambiti dedicati all'accoglienza ed alla promozione del prodotto. Ha anche una torre panoramica che permetterà una visione sui vigneti e sul territorio circostante. Il completamento della parte tecnica è previsto per accogliere la vendemmia 2012, l'intera cantina nel 2013. (m.m.)
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