Sicurezza
Concessioni, sì al rinnovo si riprenderà a trivellare
Una conferenza dei servizi infuocata dà un parere tecnico favorevole allo sblocco Solvay: «Stop alla cassa integrazione appena riceveremo i decreti autorizzativi»
ROSIGNANO. Parere favorevole. Si è chiusa così la conferenza di servizi di ieri in Regione sul rinnovo a Solvay delle concessioni minerarie per l’estrazione del sale denominate Cecina e Poppiano. Un rinnovo che, promessa della multinazionale, farà tornare al lavoro i 23 dipendenti di Ponteginori in cassa integrazione. Attenzione, però, quello di ieri è un sì tecnico. Nel senso che ora serve un decreto dirigenziale, ovvero la firma sull’autorizzazione per dare a Solvay la possibilità di riprendere a trivellare in quei pozzi.
La conferenza. Ma chi si aspettava un incontro rapido e “tranquillo” si è sbagliato di grosso. I tre sindaci presenti, Aurelio Pellegrini (Montescudaio), Marco Buselli (Volterra) e Sandro Cerri (Montecatini Val di Cecina), hanno alzato la voce su quelle che dovranno essere le ricadute ambientali ed economiche sui propri territori. Sono state prodotte una serie di osservazioni (alcune di queste allegate al parere finale) e nel pomeriggio c’è stato bisogno anche di una sospensione per valutare in particolare le richieste del primo cittadino di Volterra. Iniziata alle 12, la conferenza si è chiusa alle 18,30 con un parere favorevole al rinnovo delle concessioni minerarie. Parere tecnico, perché a votare non sono stati i sindaci, bensì i tecnici dei vari soggetti ed enti coinvolti nella procedura. Per Solvay era presente tra gli altri Stefano Piccoli.
L’iter. Sottoscritto questo parere tecnico, per rendere operativo lo sblocco c’è bisogno del rilascio vero e proprio delle autorizzazioni. Servono dei decreti dirigenziali, insomma, che sono attesi per l’inizio della prossima settimana da quanto trapela. Una volta che Solvay avrà ricevuto i provvedimenti potrà tornare in possesso dei pozzi Cecina e Poppiano, bloccati dal Tar e ora sbloccati dalla Regione sostanzialmente grazie alle modifiche alle prescrizioni della Via riguardante il progetto per l’invaso di Puretta. La Regione con una nota fa sapere «che si impegna a emettere i decreti di rinnovo delle concessioni nei tempi tecnici minimi. Concessioni che conterranno, tra le altre cose, verifiche di controllo ogni 5 anni».
La Solvay. L’azienda, a sua volta, non si sbilancia sui tempi. «Solo una volta in possesso delle autorizzazioni - dicono da via Piave - potremmo sospendere la cassa integrazione in atto». Sospendere e non ritirare, perché come spiega Marco Baldini Rsu di fabbrica, la cassa integrazione non è vincolata alle concessioni oggetto della conferenza dei servizi di ieri, bensì al provvedimento del Comune di Volterra. Per questo motivo è ritirabile, ma si può solo sospendere».
I sindacati. I sindacati, appena ricevuta la notizia dell’esito positivo, si sono messi in contatto con i vertici dell’azienda. «Non aspetteremo certo due settimane - dice Baldini - prima di rivedere al lavoro i 23 dipendenti oggi a casa».
La Regione. Con l'occasione, gli assessori regionali all'ambiente e al lavoro Anna Rita Bramerini e Gianfranco Simoncini fanno sapere «che adesso attendono che l'azienda provveda a ritirare la cassa integrazione che da febbraio interessa 23 operai dell’unità di produzione miniera di Ponteginori». I due assessori proseguono: «Ora dovrà essere attivato il percorso previsto dal protocollo d'intesa per arrivare entro tempi brevi alla sottoscrizione di un nuovo accordo di programma che affronti tutte le questioni relative a Solvay sull'intero territorio toscano».
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