Sicurezza
Hotel Varo, revocate tutte le licenze
Irregolarità nella costruzione, struttura da demolire. E ora le liste civiche chiedono le dimissioni del sindaco
BIBBONA. Revocate le licenze per le attività commerciali dell'hotel Varo, una delle strutture ricettive più importanti di Marina di Bibbona.
Con un'ordinanza firmata giovedì scorso Stefano Ulivieri, responsabile dell'area affari generali del Comune, ha disposto la sospensione di tutti gli esercizi presenti nell'hotel in via del Forte.
Revocate le licenze al ristorante, alla champagneria, alla gelateria, all'enoteca e al panificio che servono l'albergo. Un duro colpo, alle porte della stagione turistica.
Il provvedimento è una diretta conseguenza dell'ordinanza numero 116 del 14 dicembre scorso, con cui l'amministrazione comunale intimava alla proprietà, la "Società 3M immobiliare S.a.s di Mauro Macchi & C", e al suo rappresentante legale Mauro Macchi la demolizione delle opere abusive rilevate dal Comune.
Le irregolarità sono state rilevate dai vigili urbani nel novembre scorso a seguito di un sopralluogo.
Un mese per segnalare le difformità e il Comune ha emanato (a dicembre) l'ordinanza di demolizione.
Alla proprietà dell'hotel si contesta la realizzazione di una struttura in vetro e alluminio a ridosso del ristorante e sul lato prospiciente via del Mare: sarebbe stata realizzata in assenza di permesso a costruire, di autorizzazione paesaggistica e in parte su suolo comunale.
Si contesta inoltre la realizzazione di una tettoia in alluminio aperta su tre lati, di una struttura in muratura a forma di elle realizzata «quasi totalmente su proprietà comunale» e che sarebbe stata costruita in difformità rispetto al permesso a costruire e all'autorizzazione paesaggistica.
Lo stesso vale per alcuni impianti tecnologici e prefabbricati a servizio della struttura ricettiva e per l'ampliamento del fabbricato adibito a fondi commerciali, ristorante e suite, realizzato sulla parte del fabbricato prevista "a terrazza".
Inoltre i fondi commerciali, il ristorante e la suite non risulterebbero a distanza di 5 metri (così come previsto dal regolamento edilizio) dalla proprietà comunale.
Infine la cabina elettrica, anch'essa in parte su proprietà comunale, sarebbe stata costruita in difformità rispetto alla Dia rilasciata.
Le difformità sarebbero state realizzate a seguito dell'ampliamento dell'albergo.
Il progetto sarebbe stato redatto su una cartografia che non avrebbe piena corrispondenza con le mappe catastali. Il Comune contesta alla proprietà di essersi allargata su aree pubbliche.
La vicenda è nota a Bibbona.
Nemmeno tre mesi fa in consiglio comunale era stata approvata una mozione proposta dal gruppo "Bibbona Migliore" in cui si impegnava il sindaco alla tutela dei lavoratori della struttura ricettiva.
E oggi, con la revoca delle licenze da parte del Comune, le liste civiche (Bibbona Migliore, L'Altra Bibbona e L'Alternativa) promettono battaglia.
«Chiederemo ufficialmente le dimissioni del sindaco Fiorella Marini - dice il consigliere Mario Caciagli - stiamo lavorando per portare al prossimo consiglio comunale una mozione di sfiducia».
La proprietà dell'hotel Varo adesso ha sessanta giorni di tempo per presentare ricorso al Tar.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
