Il Tirreno

La Regione promette 50 milioni per l’agricoltura

L’assessore Salvadori all’assemblea organizzata dal Pd «Puntiamo sulla filiera corta e sugli incentivi per i giovani»

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DONORATICO. Si è parlato del futuro dell'agricoltura nell'assemblea organizzata dal Pd e a cui hanno partecipato l'assessore regionale Gianni Salvadori, l'assessore provinciale Paolo Pacini, l'assessore di Castagneto Franco Poli, il sindaco Fabio Tinti, la segretaria di partito Sandra Scarpellini, il presidente della commissione provinciale agricoltura e Samuele Lippi, segretario Pd Livorno con vari rappresentanti di Cia e Confagricoltura toscana. Filiera corta e fondi messi a disposizione dalla Regione i principali argomenti di confronto.

«La Toscana deve rappresentarsi come regione Food & Green dell'Europa - ha detto Salvadori - perché ci sono le condizioni ideali, la polifunzionalità dell'impresa agricola è fondamentale. In un anno e mezzo puntiamo a mettere a disposizione 50 milioni da investire per le filiere corte e abbiamo destinato 3 milioni e mezzo per chi coltiva olivo. Stiamo puntando molto sulla filiera corta affinché venga introdotta anche nelle mense ospedaliere.

Partirà a luglio e agosto un progetto sperimentale in Toscana in alcuni ospedali: verranno proposti principalmente il pomodoro, la zucchina, la melanzana e una frutta. Il biologico per esempio, che è stato un grande investimento per la Regione, non può essere introdotto nelle mense per ovvi motivi di costi. E non dimentichiamoci del nuovo bando per i giovani perché puntiamo ad abbassare l'età media degli agricoltori, così si punterà a investire 30 milioni di euro. Finora sono arrivate 632 domande. L'agricoltura, l'urbanistica e il paesaggio devono cambiare di pari passo. L'impegno nostro è vietare che edifici rurali destinati ad attività agricola possano trasformarsi in residenze. Il paesaggio va visto ma anche vissuto».

«Servono coraggio e aggregazione - ha aggiunto Pacini - nel territorio purtroppo prevale la forma di attività singola e non serve a nessuno. L'associazionismo serve per contenere i costi di produzione e dà più potere sulla commercializzazione ponendosi con un rapporto più forte sul mercato. Il ricambio generazionale è fondamentale ma i terreni costano troppo e con i tavoli dell'emergenza idrica dobbiamo stabilire subito vantaggi e incentivi a chi finanzia nuovi processi ecologici».

«La situazione a Castagneto è molto cambiata - ha spiegato Poli - gli agriturismi da 22 sono passati a 66 in cinque anni. Dobbiamo trovare il modo di invogliare la cooperazione». «O si stabilisce che l'agricoltura è un elemento portante per l'economia del territorio - ha concluso Ceccantini - e quindi si investe altrimenti restano solo parole. E' un problema politico».

Divina Vitale

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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