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primo maggio Viva l'Italia che resiste Viva l’Italia che resiste! Ci sono tanti eroi. Quelli che si alzano la mattina alle 6, i precari, i disoccupati che cercano lavoro per mantenere i propri figli...
primo maggio
Viva l'Italia
che resiste
Viva l’Italia che resiste! Ci sono tanti eroi. Quelli che si alzano la mattina alle 6, i precari, i disoccupati che cercano lavoro per mantenere i propri figli e le proprie famiglie e anche se non lo trovano, quando tornano a casa distrutti la sera, non si lasciano andare ai videopoker, agli usurai, alla droga, ai mal affari nonostante il conto rosso, allo sfruttamento delle braccia e al caporalato. Ecco perché il Primo maggio è una bella giornata: non è solo la festa dei lavoratori, è la festa di tutti. Di chi lavoro ce l'ha, di chi sta studiando e spera quasi invano di trovare lavoro un domani, di chi sogna un posto fisso o almeno dignitoso, di chi ha contratti stagionali, di chi non ha diritti, di chi è in cassa integrazione, di chi lavora con il contratto di solidarietà.
Le nuove resistenze sono i partigiani delle conoscenza, i ragazzi che studiano perché capiscono che solo la cultura può dare spazio al libero pensiero. Sono gli universitari, soprattutto pendolari, che macinano chilometri al giorno perché credono ancora nel valore della laurea, sono gli studenti lavoratori che per non pesare sulle famiglie si pagano gli studi. Sono gli operai, gli uomini e le donne che combattono per la pensione. I nuovi partigiani non muoiono in montagna, ma nei cantieri edili: le vittime delle morti bianche. Quest'anno non è stato un bel Primo maggio, con l'assenza di lavoro, con così tanto sangue versato per la poca sicurezza nei cantieri e con i suicidi per la crisi, ma è una festa che va rispettata per ringraziare proprio chi è morto lottando sul lavoro e per un lavoro dignitoso. Un giorno per stare davvero uniti, nuove e vecchie generazioni.
Ma un momento di riflessione, per quanto grande e importante possa essere, non basta. C'è bisogno soprattutto di agire. Il lavoro. Adesso. Non ci si deve rassegnare all'idea di un declino inevitabile del Paese: lavoro e crescita per uscire dalla crisi! Perché il lavoro è un diritto, ovunque e per tutti. E come la festa del lavoro, il Primo maggio, si deve celebrare sempre e viverla ogni anno proprio come una festa, anche in anni difficili come questo, perché bisogna rimettere il lavoro al centro, così la Festa della liberazione, il 25 aprile, è un momento per ribadire il diritto all'autodeterminazione dei popoli. Ora è più che mai il momento di fare propria la promessa di Calamandrei: ora e sempre, Resistenza….
Perché la democrazia è un fiore così bello che non deve essere calpestato. E andiamo avanti, con umiltà e nonostante la tanta indifferenza, sui passi di tutti i partigiani, di Oscar Luigi Scalfaro, Sasà, degli operai che hanno scioperato per le 8 ore, dei ragazzi morti a Portella della Ginestra, che ringraziamo tutti, accanto agli eroi contemporanei che si battono per il lavoro e per la libertà.
Giovani e belli forse no, ma questi sono eroi, che non passeranno mai.
Giulia Biagetti
(Giovani Democratici Cecina)
RIMBORSI
Stiamo attenti
ai predicatori
Parliamoci chiaro: con il pretesto che senza i rimborsi elettorali possono far politica solo i ricchi, molti partiti hanno accumulato ricchezzze a dismisura.
Ma facciamo attenzione: di predicatori che ci hanno lasciato con le pezze ne abbiamo già avuti abbastanza. Quando non ci saranno più, rimarranno le loro macerie. Informiamoci e approfondiamo.
Grillo dichiara di aver rifiutato i rimborsi elettorali... ed io aggiungo che se lo può permettere perché possiede un patrimonio ben più importante del danaro: sagacia, simpatia, umorismo, tutte doti con le quali è possibile veicolare idee molto facilmente, buone o pericolose che siano.
Siamo reduci del governo di un milionario che possiede giornali e tv, e sappiamo anche come funziona la democrazia negli States of America.
Per un militante di una qualsiasi forza politica è veramente triste continuare a passare il tempo a distribuire volantini (magari stampati a proprie spese) perché non è un buon comico o non possiede quattrini per trasmettere le idee in cui crede.
Nella speranza che Grillo rinsavisca, per favore evitiamo di paragonare il leader di un movimento importante ad un pupazzo, invece di fare autocritica... il toro diventa ridicolo quando dà del cornuto all'asino.
Danilo Fiore
(Rifondazione comunista Cecina)
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