Il Tirreno

Eolico: ruspe in azione ma è subito guerra

di Rino Bucci
Eolico: ruspe in azione ma è subito guerra

La lista civica “Insieme per cambiare” contesta i lavori iniziati al Felciaione «La centralina è troppo vicina alle case e in una zona non autorizzata»

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RIPARBELLA. Da qualche giorno le ruspe scavano al Felciaione. Dai cartelli piazzati davanti al cantiere risulta che i lavori per la costruzione del parco eolico di poggio Malconsiglio sono iniziati il 18 aprile. Dovrebbero andare avanti per altri due mesi. Del resto il sindaco Ghero Fontanelli lo aveva già annunciato una decina di giorni fa: «La società appaltatrice ha già bandito alcune gare e cominciato a preparare le vie di accesso al sito, tagliando una porzione del bosco». Il taglio delle piante è stato quasi completato, ora si lavora per realizzare la prima vera struttura: la sottostazione di trasformazione elettrica. Un impianto - su un'area grande quanto un campo da calcio - capace di trasformare l'energia in arrivo dalle pale eoliche in elettricità.

Quindi, strada spianata al parco? Neanche per sogno. La lista civica Insieme per Cambiare punta il dito sui lavori alla stazione. «Dalla documentazione che abbiamo acquisito nella commissione del 24 aprile - dice Alessandro Lucibello - e dopo aver effettuato un sopralluogo, i consiglieri hanno rilevato un'evidente difformità tra quanto è previsto dagli atti d'autorizzazione e i lavori in corso. Di fatto la ditta esecutrice sta costruendo la centrale sul lato est della strada sul Felciaione davanti a case e a un agriturismo. Mentre la planimetria allegata ai documenti d'autorizzazione regionali indica la centralina sul lato ovest, in un'area molto meno abitata».

Il consigliere Giacomo Francalacci ha chiesto la convocazione della commissione che si occupa dei lavori al parco. Lucibello ha scritto alla polizia municipale «per chiedere se siano stati davvero controllati i lavori».

Anche se le ruspe sono in funzione, si gioca d'ostruzionismo. Fino a un mese fa la lista civica aveva più volte invocato il referendum. Nonostante le firme ci fossero, il sindaco aveva spiegato che non si poteva perché «il parco eolico figura come opera sovracomunale».

Resta ancora aperta la partita degli aerogeneratori. Il progetto iniziale ne prevedeva 17, la Regione ne aveva concessi 15. Ma sia il sindaco che la proprietà si sono sempre spesi per realizzarne 10. Ora, anche a causa dei problemi di passaggio dei terreni, come ha detto Fontanelli «non è escluso che ne vengano costruiti 7. Almeno in un primo momento».

Il progetto iniziale era stato curato dalla European Wind Farm. Oggi a detenere le chiavi del parco eolico è la Agsm, società al 100% del Comune di Verona. La ditta non starà con le mani in mano, dal momento che il 31 dicembre 2012 scadono i certificati verdi, i bonus e gli incentivi che la Regione elargisce alle società che investono in rinnovabili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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