Il Tirreno

Sindaci e avvocati uniti contro il taglio del giudice di pace

Sindaci e avvocati uniti contro il taglio del giudice di pace

Chiesto l’intervento del presidente della Corte d’appello Benedetti: «Il parametro deve essere la produttività»

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CECINA. La penultima mossa è stata - proprio pochi giorni fa - quella di scrivere al presidente della Corte d’appello di Firenze per chiedergli di intercedere. L’ultima, ieri mattina, è stata una riunione tra sindaci, amministratori pubblici in generale e avvocati (Cotza, Bartolomei e Vannucci in rappresentanza di ordine e associazione) per fare il punto della situazione in materia di giustizia e nello specifico in materia di giudici di pace.

Se ne parla da mesi, dopo l’ultima finanziaria ribadita peraltro dalle dichiarazioni dei ministri “tecnici” che hanno ripetuto di voler dare un taglio alle sezioni distaccate di tribunale e ai giudici di pace delle sedi non capoluogo.

E se il taglio del tribunale di via Landi appare possibile ma piuttosto improbabile, quello dei giudici di pace sembra sempre più vicino.

«In Toscana chiuderebbero praticamente tutte le sedi non capoluogo tranne Pontedera - dice il sindaco Stefano Benedetti - e sarebbe un disastro. Siamo in attesa del decreto attuativo, nulla è ancora perduto e ci auguriamo che ci sia un ripensamento. Sarebbe sbagliato limitarsi al criterio del bacino di centomila persone, che comunque noi sfioriamo servendo il nostro tribunale undici comuni per oltre ottantamila abitanti. Bisogna considerare altri parametri come la dislocazione delle sedi e soprattutto il parametro della produttività. Il nostro tribunale, l’abbiamo già detto, dal punto di vista dell’efficienza si colloca ai primissimi posti in Italia e l’ufficio del giudice di pace non è da meno. Sento che il dato delle cause trattate in un anno viene indicato nel numero di 568. Ebbene, nel 2011 l’ufficio del giudice di pace di Cecina ha superato quota 1.700. Il triplo. E questi sono dati da tenere in debita considerazione».

All’ufficio del giudice di pace di Cecina lavorano due persone, Sergio Coco e Giovanna D’Alessio: «E la produzione del personale di quell’ufficio è nettamente superiore agli standard - riprende Benedetti - mentre l’invito ad accollarci le spese per salvare questo servizio lascia a dir poco perplessi. L’amministrazione comunale è già proprietaria dell’immobile e provvede alla sua manutenzione, non possiamo accollarci anche il mantenimento del personale».

Nell’ambito della battaglia più generale per la difesa del tribunale, in collaborazione con l’omonimo comitato formato dagli avvocati del foro cecinese (ma anche da quelli livornesi) sono stati raccolti e inviati a Roma tutti i dati che riguardano il tribunale stesso, sia civile che penale, e l’attività dei giudici di pace.

La riunione di ieri è servita «a fare il punto della situazione - dice ancora Benedetti - e a rinnovare il reciproco impegno a non mollare la presa. Lo ripeto: non bastano i parametri geografici, bisogna assolutamente tenere in considerazione la produttività. E soprattutto bisogna tenere in considerazione l’interesse dei cittadini».

L’interesse a una giustizia efficiente, rapida ma anche a portata di mano. E di portafogli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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