Il dolore
«Uniamo Alta e Bassa Val di Cecina»
Tavolo di lavoro: appello ai sindaci da parte di don Reno (Comitato pro ospedale)
CECINA. Lo chiama il tavolo della speranza ma chiede che cominci a produrre i primi risultati concreti. Don Reno Pisaneschi, portavoce del Comitato pro ospedale, dice che «al nostro interno vogliamo credere che dall'incontro di Firenze nasca qualcosa di buono, ma quell'espressione verista che rimanda al futuro la risposta sull'autenticità ci lascia perplessi per il suo grosso carico di forti timori. Ne raccogliamo il positivo ma facciamo notare che qualcosa d'importante è sfuggito. Sappiamo tutti che l'Asl 6 è senza il Piano attuativo locale (Pal), lo strumento cioè con cui le aziende sanitarie sono tenute a programmare le attività da svolgere. La normativa ne stabilisce la durata per cinque anni ed è passibile di aggiornamenti. Nella nostra Asl c'è notte fonda perché ne è sprovvista dal 2001. Risultato: la programmazione sanitaria è sottovuoto assoluto e naviga a vista peggio di Schettino e noi paghiamo le conseguenze di questo squarcio lungo 11 anni mentre la nave è minacciata nella sua stabilità e dalla capitaneria di porto di Firenze c'è silenzio profondo, sperando che non sia invece protezione di ferro su tutto il ponte di comando. Il disastro di Massa Carrara sembra non aver insegnato niente al governatore Rossi, primo responsabile di tanta ignavia livornese, mentre i cittadini ne fanno le spese e gli ammalati ne portano il peso maggiore».
Di qui la proposta ai sindaci della Bassa Val di Cecina: «Stringetevi a coorte e richiedete in maniera formale l'unione dell'Alta Val di Cecina alla nostra zona per offrire ai suoi 21.449 abitanti i servizi del nostro ospedale assai più vicino di quello di Pontedera perché la distanza fra noi e loro va da un minimo di 30 minuti ad un massimo di 53 anziché di 41 e 71. Le due zone unite raggiungerebbero 104.524 abitanti. Rimane da considerare quest'altra realtà ancora maggiore: il flusso turistico fra Rosignano, Cecina, Bibbona, e Castagneto nel periodo invernale (anno 2010) raggiunse 127.957 presenze (media mensile: 31.989); in primavera-autunno 241.597 (media mensile 60.399); in estate invece salì a 2.338.274 (media mensile 584.568). Se i signori di Monterotondo e il signore di Firenze uniscono la realtà della BVC alla tabella estiva si accorgono che qui si è toccata la modica cifra di 667.643 (tre volte Livorno quasi il doppio di Firenze) Le cifre turistiche sono state rilevate dalla statistica del movimento dei clienti negli esercizi ricettivi, considerate provvisorie fino alla validazione dell'Istat».
«L'ospedale di Cecina - conclude don Reno - non può rimanere schiacciato fra Piombino e Livorno ma esige un'attenzione tale da offrire risposte plausibili e tranquillizzanti a un contesto umano sempre più complesso. Se il tavolo di lavoro c'è, e ne ringraziamo tutti, -dovranno seguire atti concreti».
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