Il Tirreno

Imu choc, altri tagli per 1,6 milioni

di Andrea Rocchi
Imu choc, altri tagli per 1,6 milioni

Il governo calcola entrate maggiori rispetto alle previsioni del Comune. Il sindaco scrive all’Anci: «Dati sbagliati»

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CECINA. E ora, che fare? La notizia che secondo il governo - fonti Ministero dell’Interno -Cecina incasserà dall’Imu più di quanto previsto dalla ragioneria di via Carducci, ha gettato nel più totale panico gli amministratori cecinesi. Perché se il Comune di Cecina aveva già fatto il conto su un taglio di 1,6 milioni (fra quello decretato dal governo Berlusconi e quello, successivo, di Monti), ora si trova a dover buttare all’aria il tavolo ed a rincorre un altro milione e 600mila euro. «Abbiamo tagliato tutto il possibile - dice un preoccupatissimo Stefano Benedetti -, dalle spese di rappresentanza ridotte a 1800 euro, all’autista che fa il messo comunale. Per non parlare delle consulenze, a zero da tempo. E delle spese per il personale, meno 500mila ero in 3 anni. Dove troveremo i soldi?» Un allarme rosso che, per la verità, non tocca solo il Comune di Cecina ma altri comuni e che ha già scatenato una prima reazione. «Abbiamo informato l’Anci - dice Benedetti - ci faremo sentire anche al governo». Intanto, martedì sera, il sindaco ha informato della vicenda il gruppo di maggioranza del Pd. Stamani relazionerà in consiglio comunale. Ma cosa è successo veramente?

Succede che le previsioni del ministero dell’interno sulle entrate derivanti dalla Imu (applicata coi valori standard, 0,4 per cento prima casa, 7,6 per la seconda) dicono che Cecina incasserà circa 8 milioni. Secondo i calcoli della ragioneria comunale, invece, la cifra esatta degli introiti Imu è di 6,4 milioni. C’è una differenza di 1,6 milioni: una mazzata, circa il 10% del bilancio comunale. Che, se dovesse essere recuperata, metterebbe in ambasce palazzo civico. Ipotesi che Benedetti non vuole neppure prendere in considerazione. «Noi riteniamo che questa stima sia sbagliata, per questo abbiamo chiesto chiarimenti». Dicono che il sindaco, martedì, fosse talmente preoccupato da ventilare l’ipotesi delle dmissioni. «Se è così, di fronte a simili tagli, è meglio consegnare le chiavi del Comune e lasciare spazio ad un commissario. Tanto...» Dicono che questo fosse il suo stato d’animo. Ieri, però, Benedetti ha palato di una provocazione, che non sposta tuttavia il problema. «Il Comune di Cecina ha tagliato tutto il possibile. Stavamo preparando il bilancio e la definizione dell’Imu. E’ chiaro che adesso prenderemo tempo. Il governo ci da un margine fino al 30 giugno». Resta una situazione grave, fra investimenti bloccati dal patto di stabilità, un avanzo di amministrazione di 2,8 milioni e 3,2 milioni di tagli (quelli vecchi e quelli appena ventilati) e il rischio di dover ricorrere, ancora, sulle leva fiscale.

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