«Mandiamo via Equitalia» Montescudaio apre le danze
L’agenzia di riscossione Equitalia è da tempo nel mirino di politici e contribuenti, accusata di utilizzare metodi spesso troppo sbrigativi se non aggressivi. Così la notizia della...
MONTESCUDAIO. L’agenzia di riscossione Equitalia è da tempo nel mirino di politici e contribuenti, accusata di utilizzare metodi spesso troppo sbrigativi se non aggressivi. Così la notizia della cacciata di Equitalia, annunciata pochi giorni fa da tv e di stampa, è stata immediatamente condivisa da migliaia di utenti di Facebook. «Il Comune veneto di Calalzo di Cadore, 2500 abitanti, ha espulso Equitalia dal suo territorio».
E, in pochi giorni, migliaia di condivisioni e commenti che, non di rado, invocavano altre amministrazioni a prendere il buon esempio e “cacciare” (questo il termine più utilizzato sui social network) l'agenzia di riscossione tributi. Una notizia che anche Aurelio Pellegrini, primo cittadino di Montescudaio, ha notato, ripostandola sulla sua bacheca facebook con il seguente commento. «Questo non è il solo Comune ad aver espulso Equitalia. E devono ancora cacciare i soldi».
È Montescudaio, infatti, una delle prime amministrazioni de-equitalizzate d'Italia. «Con la giunta abbiamo preso la decisione di espellere Equitalia già nel corso dell'estate del 2011 - spiega Pellegrini - abbiamo eseguito tutte le pratiche comunicando direttamente all'ente la nostra decisione e dal 1 gennaio di quest'anno la gestione della riscossione tributi è tornata agli uffici comunali».
Da capire il resto delle parole pubblicate su facebook dal sindaco: «devono ancora cacciare i soldi».
«Questo è stato uno dei motivi principali che ci ha convinto a prendere questa decisione - chiarisce Pellegrini - Equitalia, infatti, riscuoteva multe, tasse e tributi e girava i soldi con il contagocce al Comune. Pochi giorni fa ci è stata liquidata una prima tranche di 70mila euro anche se ne restano almeno altri 130mila». In futuro, anche se non prima del 2014, il lavoro di Equitalia potrebbe passare alla neonata unione dei colli marittimi pisani che comprende, oltre a Montescudaio, anche Casale, Guardistallo, Castellina e Riparbella.
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