Sicurezza
Cup, resta il nuovo organico potenziato
Sulla cardiologia i sindaci chiedono un congelamento del progetto dei palmari in attesa di una verifica dei tecnici
CECINA. Forse la sintesi più schietta dell’esito del primo tavolo tecnico sull’ospedale di Cecina viene da Aurelio Pellegrini, sindaco di Montescudaio, notoriamente mai in difetto di una dialettica colorita e a tratti pirotecnica: «Il tavolo c’è. Bisogna vedere se seguiranno atti concreti, ricordandoci che per noi, questa, è l’ultima spiaggia», dice Pellegrini.
Perchè ieri pomeriggio, dalla riunione fiorentina in casa dell’assessore regionale alla Salute Daniela Scaramuccia, sono emerse sì indicazioni e propositi, percorsi e monitoraggi. Insomma, una sfliza di buoni propositi. Ma i cecinesi (e non solo) vogliono soprattutto sapere se dovranno ancora fare file e anticamera al Cup, se dovranno aspettare 5-6 mesi per un’ecografia, se possono fidarsi - dopo un infarto e la fine della fase acuta - di un monitoraggio affidato ad un telefonino, se possono effettuare un intervento chirurgico senza fuggire in altri ospedali. Ricordava il sindacalista dell’Uil Camelli che fughe e tagli, a Cecina, pesano per 25 milioni. E che su 12809 ricoveri l’anno, quasi 3400 si fanno fuori zona. Ma i residenti della Bvc si chiedono soprattutto, una volta che Livorno e Piombino avranno i loro ospedali nuovi di zecca, che fine farà quello di Cecina dato che negli anni, dalla sua costruzione ad oggi, si è finalmente riempito di servizi, ambulatori, attività che - in una logica di rete o di area vasta - rischiano un concreto ridimensionamento.
Partiamo con le dichiarazioni ufficiali, improntate sulla soddisfazione generale. Ricordando che all’apertura del tavolo tecnico erano presenti i sindaci dei 10 comuni della Bassa Val di Cecina, il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, presidente della Conferenza provinciale dei Sindaci, l’Asl 6 di Livorno col direttore generale Monica Calamai, la Fondazione Monasterio,la Regione e il Laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
«Una riunione positiva, che ha consentito di riprendere ildialogo istituzionale e di fare il punto sulle azioni a sostegno della sanità del territorio», recita il comunicato della Regione. Con Scaramuccia che aggiunge: «Obiettivo finale del Tavolo è la definizione e la conferma del ruolo del presidio ospedaliero di Cecina e della sanità territoriale, all’interno della rete sanitaria provinciale e di Area Vasta».
Aggiunge Stefano Benedetti, sindaco di Cecina: «Si è iniziato un percorso. Ora il gruppo di tecnici incaricato eseguirà un monitoraggio e una verifica da cui ci attendiamo risposte concrete».
Se vogliamo trovare dei primi risultati dal tavolo fiorentino, senza dubbio la conferma che sul Cup non si farà marcia indietro. Cioè che il personale in più che sembrava adottato in via straordinaria e prorogato per il mese di aprile «andrà a regime», con l’Asl che garantisce le sostituzioni del personale. Insomma,un Cup che arriva a 600 accessi al giorno e che in un mese (febbraio) ha fatto 16mila premotazioni, necessita di un’apertura vasta (fino alle 19) e di personale dedicato.
Il tavolo esaminerà poi il problema liste di attesa, la riorganizzazione per intensità di cura, la medicina d’iniziativa ( e la chirurgia e cardiologia. Su quest’ultima, dopo le polemiche sui palmari ed il monitoraggio wi-fi e la bocciatura dell’Asl del reparto su unico piano, si è chiesto (dai sindaci) un congelamento del progetto. Il tavolo vorrà sentire anche il parere dei medici diretti interessati.
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