Il Tirreno

Casa delle donne, l’apertura slitta ancora

di Rino Bucci
Casa delle donne, l’apertura slitta ancora

Serve una variazione di bilancio per i soldi (170mila euro) del Ministero. Poi l’Asl dovrà fare una gara per l’ex caserma

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Novità in vista sul percorso che porterà all'apertura della "Casa delle donne". La struttura sarà allestita nell'edificio al Paratino che un tempo ospitava i vigili del fuoco. Ci troveranno accoglienza le donne in difficoltà e i loro figli. Già da mesi l'immobile - di proprietà del Comune di Cecina - è passato nelle mani dell'Asl. L'azienda di Monterotondo, grazie ai suoi tecnici, ha già nei cassetti un progetto per adeguare l'ex caserma in centro di accoglienza.

«I soldi per finanziare l'intervento - spiega Elena Ciaffone, assessore al sociale a Rosignano - sono nelle nostre casse. Arrivano dal Ministero dell'Interno». Si tratta di 170mila euro approdati a Rosignano per l'adeguamento del centro "Alba e Sorriso" di Vada e poi rimasti fermi. Dal gennaio 2010, infatti, "Alba e Sorriso" ha chiuso i battenti perché la Solvay ha rivoluto indietro l'immobile gestito dall'Arci per conto del Comune. Aperto nel 1989, era stato un dei primi sul territorio."Visto che c'erano dei soldi già arrivati per la Bassa val di Cecina- dice l'assessore al sociale Lia Burgalassi - abbiamo pensato di chiedere al Ministero di non ritirarli, in modo da poterli utilizzare per il nuovo centro al Paratino. E abbiamo ricevuto il via libera". La variazione, però, deve passare attraverso un capitolo di bilancio ad hoc. Il provvedimento sarà ratificato dal Comune di Rosignano con l'approvazione dei conti preventivi per il 2012. Dovrebbe approdare in consiglio comunale a maggio.«A quel punto la palla passerà all'Asl - dice Burgalassi - il progetto c'è già ma serve una gara pubblica per avviare i lavori di adeguamento. Si tratta di interventi semplici e da poco. Entro la fine dell'anno si dovrebbero vedere gli operai».

Il progetto prevede la realizzazione di 3 o 4 stanze per donne sole (per circa 10 posti letto). La struttura si articola in 120 metri quadrati. Al momento l'intenzione delle politiche sociali non guarda all'affidamento a soggetti esterni. Si dovrebbe fare tutto con gli assistenti sociali e gli educatori in forza al settore pubblico (Società della Salute e Comune). Inoltre, nella "Casa delle donne" sono previsti luoghi da vivere in comune.

I soldi sbloccati dal Ministero riguardano solo interventi di natura strutturale. Altro conto sono gli arredi. «In questi mesi - dice Burgalassi - alcune associazioni hanno promosso delle raccolte di fondi per gli arredi da sistemare nell'immobile. Una di queste associazioni è Kiwanis. Mentre, durante le iniziative di marzo in favore delle donne organizzate all'ospedale è stata organizzata una cena di beneficienza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa