Il dolore
Lo skipper resta disperso ma si continua a cercare
Impiegati elicotteri, sommozzatori, motovedette e decine di volontari a terra A complicare le operazioni il mare mosso. Si riprende stamani alle 8
ROSIGNANO. Di Michel Thomas, lo skipper francese caduto in mare giovedì durante una crociera studentesca, nessun avvistamento. L’imponente spiegamento di forze messe in campo per tutta la giornata di ieri si è scontrato, però, con le avverse condizioni meteo-marine, che hanno reso complicate le operazioni. Ma da stamani alle 8 si riprenderà a cercare.
Le ricerche. Motovedette della Guardia costiera e dei carabinieri, mezzi e sommozzatori dei vigili del fuoco, elicotteri. E poi decine di volontari impiegati a terra, tra cui gli uomini della Pubblica assistenza di Rosignano e di Cecina, della Croce Rossa di Rosignano e del Casm per quanto riguarda la fascia Cecina-Castiglioncello. Ma purtroppo, tranne fasulli avvistamenti, del francese di 68 anni nessuna traccia. E a questo punto sono praticamente zero le speranze di trovarlo sempre in vita, visto che da quanto emerso dalle testimonianze dei ragazzi a bordo, lo skipper al momento dell’incidente era senza giubbotto di salvataggio. Nonostante l’enorme numero di forze impegnate, il mare mosso e il vento forte hanno reso difficili le operazioni dei militari in mare. E proprio a causa delle condizioni meteo nella notte appena trascorsa non è stato possibile proseguire nelle ricerche. Come spiegano dalla Capitaneria di porto di Livorno, le operazioni riprenderanno stamani alle 8.
La dinamica. Sul caso è stata aperta un’indagine da parte della Procura di Livorno, ma dai racconti degli studenti pare che sulla dinamica ci siano pochi dubbi. Lo skipper, nelle vicinanze del faro di Vada, si sarebbe sporto senza giubbotto per riparare la vela di prua. Mentre la stava sistemando, ecco che un’improvvisa raffica di vento ha alzato il tender - il piccolo gommone d’emergenza sistemato sulla barca - che ha colpito in pieno il francese, facendolo cadere in mare. Le onde, poi, lo avrebbero subito trascinato lontano dall’imbarcazione, anche se c’è da capire come mai nessuno degli studenti abbia avuto la prontezza di gettargli un salvagente. Possibile, comunque, che il panico e la paura abbia preso il sopravvento sugli otto universitari a bordo (4 ragazze e 4 ragazzi), completamente all’oscuro su come si governa una barca.
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